Info e servizi

A Milano, la dott.ssa Caterina Martucci tratta con successo molte malattie, acute e croniche, utilizzando le tecniche della Medicina Cinese: Agopuntura, Dietetica, Fitoterapia, Qi gong e Meditazione. Fissa anche tu un colloquio gratuito.

Temi trattati

Postato da il Lug 25, 2017 in Lo sai che | 0 commenti

Il sonno profondo mantiene efficiente la capacità di apprendimento del cervello

Il sonno profondo mantiene efficiente la capacità di apprendimento del cervello

Per la prima volta, i ricercatori della Università e dell’Istituto di Tecnologia di Zurigo hanno dimostrato il contesto causale delle ragioni per le quali il sonno profondo è importante per l’apprendimento efficiente da parte del cervello. Essi hanno sviluppato un metodo nuovo non invasivo per modulare il sonno profondo nell’uomo in una regione mirata del cervello.
La maggior parte delle persone sa per esperienza personale che basta una notte insonne per creare difficoltà il giorno dopo a svolgere un”attività intellettuale. I ricercatori sostengono che il sonno profondo è essenziale per conservare l’efficienza nell’apprendimento del cervello umano nel lungo termine.
Quando siamo svegli, riceviamo costantemente impressioni dall’ambiente circostante e, grazie ad esse le cellule nervose interconnesse (le cosiddette sinapsi) vengono eccitate e, a volte, potenziate.
L’eccitazione delle sinapsi  non torna allo stato basale finché non ci si addormenta. Senza la fase di recupero, molte sinapsi rimangono in uno stato di massima eccitazione; ciò comporta l’impossibilità di portare ulteriori cambiamenti nel sistema e, di conseguenza, l’efficienza dell’apprendimento è bloccata.

Connessione causale tra sonno profondo ed efficienza dell’apprendimento
L’interconnessione tra sonno profondo ed efficienza di apprendimento è conosciuta e dimostrata da tempo. Ora i ricercatori dell’Università di Zurigo (UZH) e l’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia (ETH) hanno potuto dimostrare per la prima volta l’esistenza di una connessione casuale all’interno del cervello umano. I ricercatori sono riusciti a manipolare il sonno dei partecipanti allo studio in aree specifiche del cervello. Il Prof. Reto Huber ha detto: “abbiamo inventato un metodo che ci permette di ridurre la profondità del sonno in certe parti del cervello e provare così la connessione causale esistente tra sonno profondo ed efficienza dell’apprendimento.

Il sonno profondo mantiene efficiente la capacità di apprendimento del cervello

La qualità del sonno percepita soggettivamente non venne disturbata
All’esperimento hanno partecipato sei donne e sette uomini, che dovettero apprendere tre diversi schemi motori. Concretamente venne chiesto loro di apprendere durante il giorno varie sequenze di movimenti delle dita. Di notte, l’attività cerebrale dei partecipanti venne monitorata mediante l’elettroencefalogramma (EEG). Mentre il primo giorno dopo la fase di apprendimento essi dormirono senza essere disturbati, nel secondo giorno dell’esperimento, invece, il loro sonno venne manipolato in un modo mirato, usando una stimolazione acustica durante la fase di sonno profondo. Per farlo i ricercatori localizzarono esattamente la parte del cervello responsabile dell’apprendimento dei vari movimenti delle dita (la corteccia motoria). I partecipanti non erano informati di questa manipolazione; per loro la qualità del sonno in entrambe le fasi dell’esperimento rimase confrontabile.

Ciò che disturba il sonno profondo danneggia l’efficienza dell’apprendimento
In una seconda fase, i ricercatori controllarono come la manipolazione del sonno profondo influenzava la capacità di apprendimento motorio nel giorno successivo. In questo caso essi osservarono come le curve di apprendimento e di performance dei partecipanti cambiava nel corso dell’esperimento. Come ci si aspettava, i partecipanti furono molto abili nell’apprendere gli schemi motori nel corso della mattina della prima giornata, tuttavia, con il progredire della giornata il numero di errori aumentò. Dopo aver dormito, l’efficienza dell’apprendimento tornò a migliorare di nuovo. Ma questo non accadde dopo la seconda notte durante la quale alcune parti del cervello vennero stimolate; l’efficienza dell’apprendimento fu debole come quella della sera del primo giorno. A causa della manipolazione della corteccia motoria, l’eccitabilità delle corrispondenti sinapsi non si ridusse durante il sonno.
La Prof. Nicole Wenderoth ha spiegato: “Nelle regioni del cervello fortemente eccitate, l’efficienza di apprendimenti era satura e non poteva essere cambiata con conseguente inibizione dell’apprendimento degli schemi motori.”
Le nuove conoscenze che derivano da questo studio potranno essere applicate negli studi clini. Reto Huber spiega: “molte malattie si manifestano anche durante il sonno, come l’epilessia. Usando il nuovo metodo, speriamo di essere in grado di manipolare quelle specifiche aree del cervello che sono direttamente connesse con la malattia,” (Science daily, May 23, 2017)

Soffri di disturbi o dolori cronici che desideri CURARE?

CONTATTAMI SUBITO per fissare un APPUNTAMENTO per un COLLOQUIO GRATUITO.


Caterina Martucci
Galleria Strasburgo, 3 Milano, Italia 20122
Phone: 339 8935325