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Sul placare la sofferenza Stampa la pagina E-mail

di  J. Krisnamurti

Cosa può fare una persona  per un'altra che soffre? Darle simpatia e affetto.

Supponi che io stia soffrendo perché amo qualcuno senza essere ricambiato e che io sia tuo figlio. Se tu pregassi per me, le tue preghiere non darebbero sollievo al mio soffrire. Cosa accade? Tu discuti la faccenda con me, ma il dolore persiste perché io desidero quell'amore.
Cosa  desideri fare quando vedi soffrire qualcuno che ami? Aiutarlo; desideri allontanare da lui la sofferenza. Ma non puoi, perché quel soffrire è la sua prigione. É la prigione che lui stesso ha creato, una prigione che tu non puoi portare via – ma ciò non vuol dire che la tua attitudine debba essere di indifferenza.

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Orchidea Cymbidium

Quando uno che ami sta soffrendo e tu non puoi fare niente per lui, tu incominci a pregare, sperando che accada qualche miracolo che allevi la sua pena; ma, una volta che tu comprendi che quel soffrire è causata dall’ignoranza creata dalla stessa persona, allora ti rendi conto che puoi dargli simpatia ed affetto, ma non puoi rimuovere il suo soffrire.
...
É diverso se vogliamo porre fine al nostro soffrire.  Ciò che serve è vivere ogni esperienza che arriva. ...  
Non si può apprendere alcunché dal soffrire, eppure non si deve evitarlo.
La funzione del soffrire è quella di dare un tremendo shock; il risveglio causato da quello shock ti dà dolore,  e allora dici, "lascia che veda che cosa posso imparare da esso."

Ora, se invece di dire questo, rimani allerta durante lo shock del soffrire, ne farai l’esperienza che porterà comprensione. La comprensione sta nel soffrire stesso, non nell'evitarlo; l'esperienza del soffrire libera dalla sofferenza. ...

Analizzare le cause della sofferenza non porta alcuna saggezza. La saggezza non sta nell'analisi. Tu soffri, e analizzando cerchi di trovarne la causa; il fatto è che stai analizzando un evento morto, la causa che è già parte del passato. Ciò che devi fare è trovare la causa del soffrire proprio mentre stai soffrendo.  ............ La saggezza sorge quando la coscienza egoica, l'Io, che è il creatore, la causa del soffrire, si dissolve.

Cosa accade quando soffriamo? Cerchiamo un sollievo immediato, per cui prendiamo qualunque cosa ci venga offerto. L'esaminiamo superficialmente per un momento, e diciamo che abbiamo imparato. Quando quella medicina si rivela insufficiente a recare sollievo, ne prendiamo un'altra, ma il soffrire va avanti.  Non è così?  Ma quando entri totalmente nella sofferenza, in modo non superficiale, allora qualcosa accade; quando tutte le vie di fuga che la mente ha inventato sono state conosciute e bloccate, allora rimane solo il soffrire e con esso arriverà la comprensione. .........

Io dico che se l'azione è completa, il che vuol dire  che mente e cuore sono in piena armonia, allora, senza sforzo accade la comprensione dell'esperienza.
 

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