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di Marco Aurelio Antonino
Alcuni cercano luoghi solitari, dimore fra i campi, sulle rive del mare,
sui monti; anche tu eri solito desiderar vivamente queste cose. Ma
tutto ciò è stoltezza vera e propria, in quanto è possibile ritirarsi in
se stesso in ogni istante, quando si desidera. Oh! in nessun luogo più
che nell'anima sua con maggior tranquillità, con più facilità, un uomo
può ritirarsi; soprattutto poi chi abbia dentro così pregiate cose che
solo uno sguardo ivi rivolto dona la pace del cuore. E con questa pace
voglio intendere disposizione d'ordine perfetto.
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Qi Baishi, Casa tra gli alberi, dettaglio. Cina
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In conseguenza, elargisci a te stesso continuamente questo luogo di ritiro e rinnova la tua vita.
Inoltre siano brevi ed elementari quelle verità contemplative, sufficienti per chiudere al primo incontro la reggia tutta e per rimandarti ben lieto a quelle pregiate cose alle quali fai ritorno.
Del resto, dì che cosa ti senti così contrariato? Della malvagità umana, forse? Devi ricordare alcune conclusioni: i viventi razionali sono stati l'uno per l'altro; il sopportare è parte di giustizia; contro volontà gli uomini errano; sono innumeri gli uomini che hanno destato inimicizie, che hanno avuto sospetti, che hanno odiato, che sì sono accaniti l'un contro l'altro con le armi; ebbene, tutti sono usciti ormai dalla vita; cenere, tutti.
Ecco, datti pace.
Ma forse il turbamento tuo proviene dal considerare la sorte a te assegnata nell'universale destino? In tal caso devi richiamare il dilemma famoso che dice: o provvidenza oppure atomi; e così pure le ragioni con le quali fu dimostrato che l'universo è come una città.
Ma ti toccano forse ancora le affezioni del tuo organismo? Devi riflettere che l'attività della mente non si confonde col principio vitale, si muova esso facilmente o violentemente; soprattutto quando la mente sia rivolta in se stessa e acquisti coscienza del proprio potere. E a queste considerazioni puoi aggiungere quelle che a scuola ti sono state fornite circa il dolore e il piacere e alle quali davi il tuo assenso.
Ma forse ti recherà turbamento il pensiero d'una piccola gloria? Allora puoi volgere lo sguardo alla celerità, con cui l'oblio ogni cosa sommerge; volgere lo sguardo all'abisso infinito dei tempi, tanto prima di te quanto dopo la tua vita; considera il ripercuotersi d'una vana eco, che facilmente muta luogo; un'eco inconsiderata che dice il nome di chi è creduto glorioso. E considera anche com'è angusto lo spazio entro il quale quel nome circoscritto risuona. Non vedi che la terra tutta quanta è un punto? e non è forse minima parte di quel punto tale tua dimora? E in questa dimora quante sono, di che genere, le persone che vorranno dar lode a te?
Da oggi in poi dunque devi ricordare che c'è un piccolo podere, una piccola villa di campagna, pronto rifugio al tuo dolore; podere e villa che hanno un nome: « interiorità tua ». E soprattutto non ci sia affanno in te; nessuna agitazione; ma libero devi essere; ma le cose devi guardarle virilmente, da uomo, da cittadino, da destinato alla morte.
E a tua disposizione ci sono due verità alle quali potrai volgere intento sguardo. La prima è questa: le cose non arrivano a toccare l'anima; bensì rimangono fuori come sono; il turbamento proviene solo dall'interiore valutazione. La seconda: tutte queste cose che vedi, quanto rapidamente si mutano e più non sono. Del resto, pensa ininterrottamente di quante mutazioni tu stesso ormai sei stato testimonio.
Trasformazione, l'universo; la vita è opinione.
Colloqui con se stesso di Marco Aurelio Antonino, Biblioteca Universale Rizzoli
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