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La coscienza, nucleo fondamentale dell'essere |
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di Claudio Naranjo
Lasciando da parte la questione se la coscienza sia un alfa e omega cosmico dal quale siamo emanati e dal quale ci estraniamo solo illusoriamente...
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Orchidea bianca del genere Angraecum compactum
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non si può non vedere la coincidenza dell'esperienza terapeutica con
quel che la mente umana ha scoperto nel contesto delle tradizioni
spirituali più sofisticate, ovvero una coscienza pura o una conoscenza
che va oltre qualsiasi contenuto specifico, e da dove emergono i
fenomeni mentali degli individui. Tali tradizioni affermano che quel che
un ricercatore può trovare non è qualcosa di estraneo alla sua natura o
qualcosa che debba essere elaborato, e insistono che l'oggetto della
nostra sete metafisica non solo sta dentro di noi ma costituisce il
nucleo fondamentale del nostro essere.
Il processo di illuminazione pertanto è rivelazione o disvelamento, un
disperdere le «nubi dell'ignoranza», come recita una espressione
buddhista: si tratta della sparizione di un ego che per la sua natura
illusoria non esisteva nemmeno. Ma il disperdersi di tali nubi e lo
scoprire che le nostre fantasie inconscie non sono che fantasmi richiede
che «rendiamo conscio ciò che era inconscio», per riprendere la
celebre dichiarazione di Freud.
Claudio Naranjo, Amore, coscienza e psicoterapia, Xenia Edizioni
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