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Le montagne erano belle, nel loro paesaggio verdeggiante. Avrei voluto accostare per salirvi, ma il batteliere oppose un rifiuto ostinato.
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Fiumi e montagne, Cina
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Non potendo obbligarlo, mi accontentai di salutare le due vette al passaggio. Ecco una passeggiata che non potei fare con le gambe: fu così che passeggiai con gli occhi.
Poco dopo, una brezza fresca e disinvolta prese a soffiare dalle montagne, recandomi profumi cui non seppi dare un nome: fu così che passeggiai con il naso.
Il batteliere mi disse che lì l'acqua era deliziosa; la gustai: era vero; essa scende da una delle diciannove sorgenti che cita Lu Yu nel suo Libro del tè: fu così che passeggiai con la lingua.
Dopo un pò i picchi non furono più visibili neanche in lontananza. Rientrai in cabina, e rintracciai nella memoria i rilievi dei monti e le curve dei sentieri. Poi cominciai a fantasticare: lasciavo il battello per la terraferma, scostavo le erbe per trovare i gradini, mi scioglievo le vesti per salire al punto più alto, da dove contemplavo i massicci montuosi ai miei piedi; erano nobili e calmi come saggi eruditi, o eroici e focosi come i guerrieri nei ritratti dei palazzi imperiali, ma di certo inferiori allo stesso Yan Guang. Fu così che passeggiai con la mente.
Stanco, m'addormentai appoggiato a una tavola bassa. Cullato da una pioggia sottile, seguii la mia anima nei suoi mutamenti, e presto mi trovai a passeggiare in sogno insieme a lei.
Al mio risveglio era già sera. La barca era ormeggiata ad un'isola, e mi sentivo più saldo sulle gambe; pregai il batteliere di versarmi del vino, e l'interrogai più a fondo: "Siete mai salito sulle terrazze del pescatore? Com'è il paesaggio, visto dal monte? Ed è ancora più bello sulla vetta? E tutto quel luogo, fino ai quattro canti dell'orizzonte, è così prodigioso?" Il batteliere rispose ad ogni mia domanda: fu così che passeggiai con le orecchie.
Ah, che squisito piacere! Anche questo è passeggiare!
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