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'Perchè, tra le virtù, ho scelto la mitezza' di Norberto Bobbio |
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Probabilmente voi avrete pensato che l'abbia scelta perché la consideri a
me particolarmente congeniale. No, lo confesso candidamente.
Mi piacerebbe avere la natura dell'uomo mite. Ma non è così. Sono troppo spesso in preda alle furie per considerarmi un uomo mite. Amo le persone miti, questo sì, perchè sono quelle che che rendono più amabile questa 'aiuola', tanto da farmi pensare che la città ideale non sia quella fantasticata e descritta sin nei più minuti particolari dagli utopisti, dove regna una giustizia tanto rigida e severa da diventare insopportabile, ma quella in cui la gentilezza dei costumi sia diventata una pratica universale (come la Cina idealizzata dagli scrittori del Settecento).
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La farfalla, leggera, incontra un fiore rosso in boccio
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Così come l'ho presentata, è probabile che la mitezza vi sia apparsa una virtù femminile. Non ho difficoltà ad ammetterlo. So di dare un dispiacere alle donne in rivolta contro il secolare dominio del maschio se dico che la mitezza mi è parsa sempre desiderabile proprio per la sua femminilità. Credo che sarebbe destinata a trionfare il giorno in cui si realizzasse la città delle donne (non quella di Fellini, naturalmente). ...
Avete capito: identifico il mite con il non violento, la mitezza con il rifiuto di esercitare la violenza contro chicchessia.
Norberto Bobbio in Elogio della mitezza, ed. Il Saggiatore
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