|
La tolleranza come valore negativo |
|
|
|
di Norberto Bobbio
Nonostante il riconoscimento che il principio di tolleranza ha avuto come regola di convivenza e quindi come regola pratica, esso deve continuamente difendersi, sul piano teorico, dall'accusa di essere espressione d'indifferenza religiosa, se non addirittura di mentalità irreligiosa...
|
Ape sugge il nettare da un fiore di borragine
|
In tutta la tradizione della dottrina della Chiesa il termine "tolleranza" è inteso in senso limitativo, come "sopportazione", per pure ragioni di convenienza pratica, di un errore. Mentre il rispetto è rivolto a ciò che si considera un bene, la tolleranza è esercitata nei riguardi di ciò che si considera un male, ma che per ragioni di prudenza non s'impedisce pur potendolo impedire. ..
Si osservi come il filosofo laico, Benedetto Croce, attribuisca alla tolleranza lo stesso significato negativo che le attribuisce la dottrina cattolica tradizionale: in entrambi i casi il significato negativo della parola deriva dall'essere interpretata come espressione di uno stato d'indifferenza di fronte alla verità, come l'atteggiamento di chi non crede a nessuna verità e per il quale tutte le verità sono egualmente discutibili. Donde la conseguenza che per l'uomo di fede la tolleranza può essere praticata soltanto come un minor male, e solo nel caso in cui sia strettamente necessaria per la difesa stessa della propria verità. Quando Croce scrive che la tolleranza è una «formula pratica e contingente» usa le stesse parole, forse senza rendersene conto, dei teologi.
|