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'Da un verso di Marina Z' |
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di Erri De Luca
Esiste in natura un'attrazione opposta alla terrestre,
Marina l'ha scoperta e l'ha detta celeste.
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Plenilunio sul mare
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Per la leggenda Newton si accorse della gravità
còlto di precisione da una mela
e non gli venne in capo la forza di bellezza
che aveva spinto il frutto sopra l'albero,
scatti di linfa, clorofilla, luce.
Ci voleva Marina a nominarla.
L'attrazione celeste sbalza le catene montuose, suscita
le maree,
spinge l'albero in su, il fuoco a sollevarsi,
una corrente d'aria a risalire una parete al solo.
Sta nell'alpinista e nei disegni di Leonardo,
nelle preghiere, nelle serenate, nell'astronomo,
nel moribondo, nel lievito, nel mosto,
nella gola del lupo, nelle ossa del piede,
nell'eruzione, nel gas dei palloncini,
in un grido di pena, nel lancio di un cappello.
L'attrazione celeste è un colpo fuorilegge
che manda in su il vestito bianco di Marilyn
e fa ridere lei e scorrere saliva in bocca all'uomo che la sta guardando
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