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di Ryszard Kapuscinski
La definizione "l'altro", "gli altri" può venire intesa in vari modi e
usata nei più svariati significati e contesti: ad esempio, per indicare
una diversità di sesso, generazione, nazionalità, religione e via
dicendo. Personalmente, la uso soprattutto per distinguere gli europei
occidentali bianchi da coloro che definiamo gli altri, vale a dire gli
extraeuropei non bianchi, ben sapendo che per costoro i primi
rappresentano a loro volta gli altri.
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Particolare di piatto istoriato. Cina
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Ognuna di queste persone incontrate nei nostri viaggi attraverso il mondo sembra comporsi di due esseri, di due parti spesso difficili da separare, cosa di cui non sempre ci rendiamo conto. Una delle due è l'uomo uguale a noi, con le sue gioie e i suoi dolori, i suoi giorni fasti e nefasti, che teme la fame e il freddo, sente il dolore come una sventura e il successo come soddisfazione e appagamento. L'altra sua veste, sovrapposta e intrecciata alla prima, è quella di portatore di caratteristiche razziali, culturali e religiose. Le due parti non appaiono mai distinte, allo stato puro e isolato, ma convivono influendo l'una sull'altra.
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Ecco perché non sappiamo mai chi stiamo per incontrare, anche se si tratta di una persona di cui conosciamo da tempo il nome e l'aspetto. Figuriamoci poi se si tratta di qualcuno che vediamo per la prima volta. Ogni incontro con l'altro è dunque un indovinello, qualcosa di ignoto se non addirittura di segreto.
L'altro di Ryszard Kapuscinnski, Feltrinelli Edizioni
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