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L'alchimia e le pratiche di Lunga Vita Stampa la pagina E-mail

Fin dalle origini nelle pratiche alchemiche è riconoscibile il duplice intento di 'nutrire il corpo', mediante  le droghe, la sobrietà alimentare  e  specifiche tecniche respiratorie, e di 'nutrire lo spirito' attraverso un approccio mistico. Si aspira a vivere a lungo e al  tempo stesso a crescere umanamente, coltivando sia la dimensione materiale legata al tempo (orizzontale) che spirituale e senza tempo (verticale) dell'esistenza.

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Gli otto immortali, Miti e leggende di Cina, 1922

I taoisti delle origini riconobbero l'importanza di entrare in contatto con il divino dentro di sé, ricorrendo in una fase iniziale alla 'visione interiore' e successivamente a  pratiche meditative, con l’intento di giungere, al di là delle divisioni  e delle polarizzazioni del mondo manifesto, al riconoscimento intuitivo della propria essenza originaria che è divina, emanazione dell’essenza universale.

È la realizzazione dell'unione mistica, che  rende l'uomo indiviso, Uno con l'Esistenza (il Dao).
"È l'ultimo grado della contemplazione: dopo aver realizzato la presenza del Dao in sé, l'Adepto realizza che non è differente dal Dao, ma che egli è Uno con il Dao, che egli è il Dao stesso"1.
"Realizzare la presenza del Dao produce la sapienza /hui; non si è creato qualcosa di nuovo: la Sapienza è sempre in noi, ma ordinariamente è turbata dai desideri, è tutta confusa; con la contemplazione, essa ritorna alla sua purezza naturale. Poco a poco si rischiara; allora la chiamiamo Luce Celeste (tianguang). Non  si è prodotta una nuova scienza; essa è già lì, è sufficiente realizzarlo"2.

La visualizzazione, la visione interiore sono i passi iniziali da compiere quando si aspira a una vita religiosa viva e perciò vera, alla Via del Dao. Non basta ritirarsi in una stanza silenziosa dove concentrarsi qualche minuto, escludere brevemente l'influenza del mondo esteriore e giungere allo stato di quiete del Cuore. Questo  è solo l'inizio, anche se un buon inizio.

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 Hakuin Hekaku, due uomini ciechi sul ponte

Entrare in contatto con la propria natura essenziale, realizzare non concettualmente di essere Uno con il Dao è il frutto dell'impegno forse anche di una intera vita.
"È necessario 'vuotare il cuore' definitivamente, liberarsi delle passioni, scacciare tutte le influenze mondane, per penetrare nella profondità più nascosta di sé e delle cose, fino al Dao, principio unico della Realtà. Occorre percorrere interamente la via mistica, dal primo risveglio fino all'Unione. In questo lavoro, le tecniche fisiologiche passano in secondo piano"3.

Quale il premio? La libertà dal mondo della forma, fisica e psichica (mentale ed emozionale). Il mondo manifesto è regolato dalla natura ciclica dell'universo; esso è strettamente condizionato dalla transitorietà di tutte le cose e situazioni. Tutto finisce o cambia; e quando cambia  subisce uno spostamento di polarità: la stessa situazione che era bene ieri diviene male oggi; la stessa condizione che ci rende felici per un certo lasso di tempo, ci può rendere infelici domani.

Come trascendere questa dualità? Come procedere lungo questo cammino di crescita spirituale? "Quando tu saprai essere Wuwei/ Non - agente nel senso ordinario e umano del termine, tu 'sarai' veramente, e compirai il tuo ciclo vitale senza sforzo, come l’onda che ci lambisce i piedi. Niente potrà più turbare la tua quiete. Il tuo sonno sarà senza sogni, e ciò che entrerà nel campo della tua coscienza non ti causerà più alcuna preoccupazione. In ogni cosa vedrai Dao, sarai 'uno' con tutto ciò che esiste e sentirai la natura intera vicina come un'amica, come il tuo stesso io, accettando senza turbamenti il passaggio dal giorno alla notte, dalla vita alla morte, entrerai sospinto dal ritmo eterno, nel Dao ove nulla cambia mai, vi ritornerai, puro come quando ne sei uscito4".

Note

  1. H. Maspero, Le Taoisme e le religions chinoises
  2. idem
  3. idem
  4. Wuwei, Henri Borel, pg. 31

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Commenti  

 
+1 #1 Benedetto Neroni 2012-01-23 11:01
Bell'articolo! Per essere ancora più chiari, la tradizione taoista parla di tre livelli di pratica:

o Costruire le Fondamenta e Consolidare il Jing per raffinarlo in Qi, ossia permettere il libero flusso del Qi nel corpo per direzionarlo tramite la concentrazione su determinati punti (es. i 3 Dantian) e promuovere il rafforzamento delle proprie qualità energetiche.

o Raffinare il Qi per trasformarlo in Shen, ossia armonizzare coscienza razionale e sistema Mente ? Cuore, per permettere lo sviluppo e la manifestazione di uno stato di coscienza più profondo, sottile, con l?affiorare di capacità cognitive e di sensibilità latenti.

o Raffinare lo Shen per tornare al Vuoto
Stato di coscienza superiore in cui il raffinamento energetico porta all?illuminazione del corpo intero e della mente, con la capacità di trascendere confini e barriere, annullando conflitti tra interno ed esterno, micro e macrocosmo, tra ?ego? e mondo esterno.
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