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La storia del qigong Stampa la pagina E-mail

Ciò che oggi chiamiamo qigong è stato in passato indicato con espressioni come tugu naxin, yangshen, daoyin, neigong. Di terminologia parliamo diffusamente nel testo intitolato "Che cosa è il qigong". La fonte ispiratrice delle pratiche più antiche risale all'epoca della Dinastia Zhou (1028-221 a.C), quando, sotto forma di rituali shamanici, si danzava imitando gli animali per propiziarsi laiuto divino.

 

Il qigong delle origini


I movimenti degli animali, che suggeriscono a chi li guarda un senso di equilibrio, di morbidezza e di grazia associati a forza, furono a lungo studiati da Hua Tuo, medico chirurgo vissuto durante la dinastia degli Han occidentali (200 a.C.). Alcuni aforismi dell'epoca evidenziano l'importanza attribuita al movimento: "Il cardine della porta in uso non arruginisce" e "l'acqua che scorre non imputridisce". Hua Tuo, attento alla prevenzione, prima ancora che alla cura delle malattie, intuì che il mimare i movimenti di certi animali avrebbe potuto influenzare le funzioni degli organi interni e, su questa base, mise a punto il set di esercizi denominati "Il gioco dei cinque animali". Si tratta di una delle forme più antiche  di esercizi della corrente dao yin del qigong e sono  entrati a fare parte della tradizione medica taoista.

 Esercizi taoisti nei quali i praticanti cercano di imitare il movimento dei vari animali.

Esercizi taoisti nei quali i praticanti cercano
di imitare il movimento dei vari animali.
 

Ognuno degli esercizi che mimano i cinque animali (tigre, cervo, orso, scimmia e gru) influenza in modo specifico uno degli organi interni. I movimenti vigorosi della tigre esprimono potenza e coraggio e vincono la paura, emozione che, se non fluisce, può danneggiare 'attività funzionale del Rene; l’imitazione dei movimenti leggeri e morbidi del  cervo placa la collera e distende il Fegato; l’imitazione dell'orso, che compie movimenti lenti e vigorosi giova a rafforzare gli organi della digestione; la scimmia ha movimenti rapidi, leggeri e imprevedibili: mimando questi movimenti, l'attività mentale rallenta e il cuore diventa quieto;  l’imitazione dei movimenti aperti e armoniosi della la gru rende la respirazione più ampia e profonda e giova al Polmone. Nel 1973, alcuni archeologi misero in luce, in un sito noto come Ma Wang Dui, vicino alla città di Changsha, nella provincia dello Hunan, reperti che fornirono molte informazioni sull'antico qigong. In un cofanetto contenuto nella tomba del re Ma (circa 168 a.C.) fu rinvenuto un rotolo di seta su cui sono dipinte 44 posture daoyin distribuite su quattro linee parallele, 11 per ogni linea.
Queste illustrazioni, denominate daoyin tu, descrivono con ricchezza di dettagli esercizi specifici per il trattamento di varie malattie.


Al 142 d.C. risale il primo libro di alchimia, attribuito al taoista Wei Bo-yang e denominato'Chan Tong Qi' (Tre in uno). In questo libro si esamina la relazione che intercorre tra il Daoismo, lo ‘Yi Jing’ (Il Classico dei Cambiamenti) e il qigong. Per la prima volta le teorie dello yin e yang, dei cinque elementi e dei tre tesori dell’uomo (jing essenza, qi energia, shen spirito) viene applicato all’alchimia, in termini di ricerca dell’elisir dell’immortalità.
Sotto la dinastia Jin (265-420 d. C.) le pratiche di qigong ebbero un ulteriore sviluppo e nel 320 Ge Hong pubblica  il ‘Bao Pu Zi’ (Il Maestro che abbraccia la Semplicità), un altro trattato di pratiche alchemiche e di tecniche per conseguire la ‘Lunga Vita’. Si precisa che grazie alle tecniche respiratorie del tuna si può "tirare dentro (l'aria) per nutrire il corpo e mandare all' esterno le energie patogene, per liberarsene".

Secondo il Dao Shu (Storia Daoista) nei 1000 anni successivi si svilupparono oltre 3500 stili di qigong; molti di essi avevano come ragion d'essere la prevenzione e la terapia delle malattie e la connessione tra queste pratiche e la medicina  cinese divenne sempre più stretta.

In epoca Sui (581-618 d. C.), Chao Yuanfang (550-630), nella sua opera ‘Origini e sintomi delle malattie’, suggerisce un uso ragionato degli esercizi di ginnastica daoyin, sulla base dello stato di salute del praticante.
Ancora in epoca Sui, Sun Simiao (582-682), medico autore di 'Importanti ricette del valore di 1000 monete d'oro', dedica un capitolo del libro alle pratiche igieniche e alla ginnastica, con descrizione delle tecniche di concentrazione mentale e di controllo del respiro.

Sotto la dinastia Tang (618-907 d.C.), il daoyin,comprendente massaggio e ginnastica terapeutica, entrò a far parte dell'insegnamento ufficiale della medicina al Palazzo Imperiale e fu diffusamente utilizzato a scopo terapeutico.

 Uno degli ‘Esercizi in posizione seduta per i 12 mesi del calendario’

Uno degli ‘Esercizi in posizione
seduta per i 12 mesi del calendario’

In epoca Song (960-1279 d.C.), furono messi a punto dai cultori daoisti pratiche note come gli 'Esercizi in posizione seduta per i 12 mesi del calendario' e 'I 12 buoni esercizi'. Queste due serie rappresentano una ulteriore sistematizzazione e perfezionamento delle antiche pratiche daoyin.

Altri medici, nei secoli successivi, mostrarono grande interesse per queste pratiche e lo testimoniarono nelle loro opere.

Sotto la dinastia Ming (1368-1644 d. C.), Zhou Lujing compose svariate opere dedicate alle tecniche di respirazione, alle tecniche di ginnastica e a quelle di alchimia interiore. Esse sono: 'I canti dei Tang e dei Song sull'igiene della vita',' Il midollo della fenice rossa' e 'I principi della sublimazione del corpo', raccolte nella sezione dedicata alla salute della grande opera ‘Tavolette della porta del silenzio’, collezione di testi di vario argomento.
In epoca Qing (1644-1911 d. C.), Wang Ren'an (1618-data di morte sconosciuta), nella sua 'Raccolta di spiegazioni e indicazioni terapeutiche', dà istruzioni molto precise sulle tecniche di regolazione del respiro.
Shen Jin'ao (1717-1776), nel suo 'Libro sulla conservazione della vita', dedica il I capitolo, intitolato 'Regole generali sui movimenti', agli esercizi di concentrazione e meditazione ‘per entrare in uno stato di tranquillità’.

La storia recente

Le tecniche e le teorie del qigong nel corso dei secoli, sono state contenute principalmente  nell’ambito della medicina tradizionale per preservare la salute, in relazione a rituali religiosi e nella sfera delle arti marziali. La pratica dei vari stili ebbe per ciò diffusione limitata, riservata ai medici, ai monaci buddisti e taoisti, e ai  maestri di arti marziali; gli appartenenti a queste varie categorie insegnavano secondo loro discrezione. Più spesso le tecniche e le teorie erano deliberatamente tenute segrete.  Va anche osservato che i testi tradizionali di qigong sono spesso  di difficile lettura, perché scritti in modo ermetico e utilizzando  un linguaggio misterioso. Molte insegnamenti venivano trasmessi oralmente, unicamente da maestro a discepolo. Il qigong non fu mai un fenomeno di massa fino alla metà,circa, del secolo scorso.

Oggi oltre il dieci per cento della popolazione cinese pratica il qigong, utilizzandolo, soprattutto, come  efficace  strumento per preservare o ritrovare la salute.

La larga diffusione del qigong nei tempi moderni è in gran parte dovuto all’innovazione degli stili tradizionali, che sono ricomparsi privati di aure di misticismo religioso, di aloni esoterici e superstizioni medievali. A partire dalla metà del secolo scorso, i dirigenti comunisti favorirono la popolarizzazione delle antiche tecniche di ‘nutrimento della vita’ e degli sport, convinti che persone in buona salute avrebbero meglio contribuito alla costruzione dello stato socialista. A partire dal 1955, il Ministero Cinese della Salute riconosce ufficialmente il valore terapeutico del qigong, e  ne istituisce corsi universitari di insegnamento.

Ricordiamo alcune figure preminenti tra i pionieri del qigong contemporaneo.
Jiang Weiqiao (1873-1958), un apprezzato educatore, a 28 anni si ammalò di tubercolosi polmonare. Prese allora a praticare ‘La Piccola Circolazione Celeste’ (descritta nel Capitolo … di questo libro), tecnica di stile taoista, quattro volte al giorno, e dopo circa quattro mesi giunse a completa guarigione. Questo successo lo persuase a continuare il suo allenamento personale e  ad approfondire le potenzialità terapeutiche del qigong per diffonderlo tra la popolazione. In Giappone apprese la tecnica del ‘Sedere in tranquillità’, che studiò a fondo e nel 1914 pubblicò  il suo primo libro 'Metodo Yinshizi dello stare seduti in uno stato di quiete'; in esso confluiscono pratiche di stile taoista e buddista.  Seguirono altre pubblicazioni e una sempre più intensa attività di insegnamento e di diffusione del qigong.

Liu Guizhen (1920-1983) negli anni Cinquanta intraprese un'opera di semplificazione di certi stili tradizionali di qigong per applicarli a uso medico. Egli nel 1948, reduce ammalato dalla guerra civile, incominciò a studiare lo neiyang-gong  ('qigong per nutrire l'interno') da suo zio, quinto successore di questo stile  di qigong, creato 300 anni prima e insegnato solo oralmente, per ogni generazione, a un unico successore. Dopo alcuni mesi di intenso allenamento ritornò in piena salute e incominciò a insegnare  e ad applicare  il Neiyang gong al trattamento di svariate malattie con risultati positivi. Furono a tale scopo appositamente fondate due case di cura, a Beidaihe e Tangshan, in cui i pazienti venivano trattate prevalentemente con la pratica del qigong. Pubblicò 'Pratica della terapia con il qigong', nel 1957, dove, tra l’altro troviamo sintetizzato il principio base del qigong: "Esercitare corpo, respiro e mente per nutrire zhengqi (energia corretta), allo scopo di far recedere le malattie e prolungare la vita". Nel 1964, fu costretto a interrompere l’insegnamento a causa della Rivoluzione Culturale e fu a  perseguitato fino al 1980, quando riprese ad insegnare fino al sopraggiungere della morte, nel 1983.

Guo Lin, autrice di 'Applicazioni del nuovo qigong nella terapia dei tumori', è un'altra autorevole artefice della rinascita del qigong. Dichiara che è possibile puntare sulle capacità di autorecupero del corpo umano per ottenere un rapido miglioramento degli scambi respiratori (tugu naxin) e che, grazie anche all'attivazione combinata dell'energia interna, si può rinnovare l’energia e il sangue, rafforzare l'energia originale e le funzioni organiche, aumentare le difese immunitarie.

Nel 1988 fu tenuta a Pechino "La prima conferenza mondiale per la ricerca nel qigong medico". A partire da quel momento, ricercatori medici, fisiologi e psicologi incominciarono a studiare in modo sistematico gli effetti terapeutici del qigong.

Dopo la battuta d'arresto connessa con la rivoluzione culturale, le tecniche di 'nutrimento della vita' tornarono ancora una volta a rifiorire dappertutto. Una parte consistente di popolazione negli ultimi trenta anni  ha quotidianamente praticato la forma semplificata di taijiquan o un altro tipo di qigong come misura igienica quotidiana, e la maggior parte degli ospedali di medicina tradizionale,  si sono avvalsi di medici esperti di qigong - terapia per insegnare ai pazienti gli esercizi utili a ritrovare la salute.

Ai giorni nostri la Cina di nuovo sta cambiando, e molto velocemente, alla rincorsa del modello occidentale di sviluppo. Ciò comporta inevitabilmente un cambiamento dello stile di vita e della scala delle priorità quotidiane. Forse i cinesi non troveranno più il tempo da dedicare al qigong, o preferiranno dedicarsi al fitness e agli sport in voga in Occidente. Forse saremo noi occidentali, in questa epoca storica, a mantenere vivo l’interesse per questo ricco patrimonio culturale e a coltivare le pratiche di  'nutrimento della vita', per consegnarlo alle generazioni future.

 

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