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Approfondimenti Qigong, interno ed esterno La regolazione della Mente-Cuore/Tiao Xin
La regolazione del Cuore conduce questo organo, che è la dimora della mente e dello spirito allo stato di centratura e di calma. Se l'inquietudine della mente si estingue, lo spirito può esistere; al contrario, se la mente è presente (con pensieri ed emozioni), lo spirito non può esistere. Se il Cuore è saldo e fermo, lo spirito può raccogliersi; se il Cuore è instabile, lo spirito non può raccogliersi. E se lo spirito è concentrato, anche l’energia è coesa e scorre nei meridiani senza disperdersi. Per riassumere nello stato di non-mente il Cuore è calmo, lo spirito si manifesta come presenza consapevole e l'energia fluisce abbondante in tutto il corpo. In questo stato di tranquillità anche l’essenza si preserva. Quali gli ostacoli da superare per raggiungere lo stato di quiete?
E’ innanzitutto importante estirpare le cosiddette 'sei radici', dette anche 'sei briganti' perché rubano la pace. Esse causano le cosiddette 'sei polveri'che offuscano la chiarezza dello spirito.
La mente è per sua natura intrinseca attività, tensione, confusione; è di fatto un processo inarrestabile di singoli pensieri che si succedono con tale rapidità da non poter distinguere l'intervallo tra l’uno e l’altro. E la mente non è solo pensiero; essa include le emozioni e tutti gli schemi reattivi mente - emozioni, che si riflettono nel corpo, creando anche tensioni viscerali e muscolari, se rimangono a un livello inconsapevole perché represse. Più ci identifichiamo con il nostro pensiero (preferenze, avversioni, giudizi, valutazioni, desideri, paure, dolore) più forte sarà la sua carica emotiva e le sue conseguenze nocive se il suo contenuto rimane a livello inconscio. Tutto questo affollamento di pensieri, desideri, emozioni crea un sovraccarico di energia, non utilizzabile e perciò dannosa, perché tende ad annodarsi o a disperdersi in mille rivoli.
Tutto ciò accade perché la mente è divenuta il nostro padrone e prende il suo potere creando l'illusione che noi siamo la mente. Siamo completamente identificati con la nostra mente e incapaci di disciplinarla per usarla, quando serve, come uno strumento. L'Io-mente (con tutti i suoi desideri, paure, piaceri e dolori, insicurezze e dipendenze) è il nostro falso sé e ci impedisce di entrare in contatto con il vero sé che attende di essere ri-conosciuto dentro di noi come natura vera, la nostra essenza stessa. L'inizio della libertà accade nel momento in cui portiamo la nostra consapevolezza verso l'interno e rivolgiamo il centro dell'attenzione al momento presente. Siamo intensamente e totalmente assorbiti da ciò che sta accadendo proprio ora al nostro interno: si crea così un intervallo senza mente in cui si è altamente vigili e consapevoli ma non si sta pensando. Quando si verificano questi intervalli si avverte una certa quiete e pace interiori. Con la pratica il senso di pace e di tranquillità si approfondisce.
Ricondurre l'energia degli organi di senso verso l'internoI nostri sensi – vista, udito, odorato, gusto e tatto – sono normalmente utilizzati per mettere la persona in contatto con il mondo esterno. La luce dei sensi illumina ciò che sta fuori di noi ed è lì che impariamo a cercare ciò che ci serve per soddisfare i bisogni del nostro corpo (cibo, calore, colori, suoni, odori) e della nostra mente (piacere, desideri, sensazioni). Ma la stessa consapevolezza che con il veicolo dei sensi è orientata verso il mondo esterno, può fluire verso l’interno, quando l’energia dei cinque sensi inverte la direzione. Nei testi taoisti vi è l'invito a sperimentare il risultato di questa inversione di direzione dell'energia dei cinque sensi. Parafrasando questi testi possiamo descrivere questo processo come segue.
Quando, dunque, tutti gli orifizi sensoriali della testa sono 'chiusi' la consapevolezza rimane dentro e l'attenzione si sposta dal mondo materiale al mondo sottile e si attiva un nuovo organo sensoriale, l'occhio celeste' (altrimenti detto 'terzo occhio' o dantian superiore), capace di vedere e sentire l'energia così com'è all'interno del corpo. Come procedere nella pratica?
Trovare il proprio centro di stabilità, rivolgendo l'attenzione su un punto, ad esempio uno dei tre dantian e mantenerla. Potrà accadere che ci siano interferenze, vale a dire che ci venga in mente qualcosa. Il fatto di rendersene conto indica la nostra presenza e quindi la possibilità di ricondurre la consapevolezza al dantian. Quindi non bisogna temere che arrivi un pensiero, ma di non accorgersene..
Quasi inavvertitamente, nel momento stesso in cui la consapevolezza è tutta rivolta verso l'interno e nel presente, accade la regolazione del Cuore, e quella del respiro ne sarà la naturale conseguenza.
Semplici ed efficaci tecniche per conseguire la quiete del Cuore sono le seguenti:
Note
1. Esistono cinque 'falsi cuori' (la brama -di ricchezze, fama, potere, piacere ecc.-; il rancore, l'accidia, l'orgoglio, la diffidenza) che danneggiano e offuscano 'il Cuore vero'. Si vive nelle preoccupazioni perché i 'cinque falsi Cuori' occultano il 'Cuore vero' che è il Cuore originario.
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