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La consapevolezza nel qigong Stampa la pagina E-mail

Desideriamo contribuire alla comprensione di alcuni importanti strumenti di lavoro del qigong, e soprattutto del qigong interno – neigong. Ci riferiamo all'uso di quella speciale forma di pensiero, chiamata yi,  e a quelle che consideriamo sue filiazioni: l’uso della concentrazione, dell'immaginazione, della visualizzazione, per arrivare alla consapevolezza realizzata.

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Odontoglossum wyattianum

 
La mente ordinaria

L'attività mentale ordinaria è un processo di pensieri di tipo associativo. Un pensiero conduce a un altro per associazione, senza alcuna connessione logica apparente. Questa entità pensante si muove in totale autonomia rispetto alla persona cui appartiene, anzi spesso la conduce.
Nel pensiero logico razionale, in cui la mente è usata come uno strumento per risolvere un determinato problema, l’attività è diretta su una sola linea; il pensiero è in questo caso guidato.Nella concentrazione vi è una totale focalizzazione dell'energia mentale su un punto. Non le è consentito spostarsi dal centro di attenzione prescelto.
Nella meditazione la mente è assente del tutto, per questo essa è definita come uno stato di 'non-mente', altrimenti detta Vuoto.

La mente ordinaria è una mente inconsapevole. E i pensieri sono perlopiù vecchi schemi sempre uguali che ritornano: si tratta di condizionamenti, e la maggior parte di questi pensieri  non ci appartiene. Alcuni arrivano da lontano, vengono dall’inconscio collettivo; altri li abbiamo assimilati dall’ambiente in cui viviamo, dai libri che leggiamo; pochi derivano da nostre esperienze e vissuti personali.
Nello stato di quotidiana ordinaria inconsapevolezza noi siamo identificati con il contenuto dei  nostri pensieri e delle nostre emozioni, reazioni, desideri, avversioni, che ci mantengono in una condizione di disagio continuo e di insoddisfazione, in un senso di ncompletezza e di mancanza di libertà.Lo ripetiamo, in questo stato è la mente a usare noi.


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Odontoglossum masai, rossa


La mente disciplinata

L'attività di pensiero può essere disciplinata e guidata, come accade quando  ha luogo una attività logico – razionale, nella concentrazione, vale a dire tutte le volte che si focalizza l'attenzione su un unico centro.


Se non diamo energia all'attività mentale, lasciando cadere  il nostro interesse per il contenuto dei pensieri – il che sottintende la nostra capacità di 'osservare la mente' come un testimone -  il processo di pensiero diviene meno denso, rallenta, si crea spazio,  compaiono alcuni  intervalli vuoti in cui la mente è assente. Si attiva così la consapevolezza, il cui livello cresce con l'allenamento e si  entra nello spazio della meditazione.
Il primo passo è quello di procedere dal pensiero ordinario anarchico verso una mente disciplinata. Da questa ci si può  muovere verso la concentrazione. E dalla concentrazione alla meditazione. È  un processo graduale di crescita in consapevolezza del mondo interiore.


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