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L'Alchimia interiore è il viaggio di ricerca verso la scoperta del tesoro nascosto dentro ogni essere umano. In termini esoterici essa viene definita come 'la scienza della chimica interiore che studia le sostanze sottili': è il processo di raffinamento e di evoluzione della coscienza umana.
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Lang Shining (Giuseppe Castiglioni 1688- 1766), Iris e papavero rosso, inchiostro e colori su carta, Cina. |
Le scuole di alchimia interiore fiorirono in Cina a partire dal II sec.
a. C., durante la dinastia Han (200 a.C. – 220 d. C.). Il taoista
Huainanzi è ritenuto essere l'iniziatore e fondatore della scuola
Lian Dan, il cui nome indica la ragion d'essere della scuola, vale a
dire la preparazione della Pillola dell'Immortalità, capace di dare la
Lunga Vita al corpo e allo spirito. Ma lo sviluppo avvenne sotto le Sei
Dinastie (907-979 d. C.) e continuò sotto la Dinastia Song ( 960 –
1279 d. C.).
L'alchimia fin dalle origini ebbe in Cina, come in India, Egitto e
Grecia un duplice orientamento: la conoscenza fisica della materia e
la conoscenza spirituale di se stessi, mistica e segreta.
L'alchimia esterna, pratica e di laboratorio, chiamata waidan, si
proponeva di trasmutare l'elemento 'grezzo', il piombo, in un elemento
più sottile e prezioso, l'oro; quella interiore, detta neidan, è
l'alchimia spirituale, in cui l'elisir1, grazie a un processo di
trasformazione dell'energia propria del ricercatore, veniva
sintetizzato nel suo stesso corpo. Grazie a questo lavoro trasmutativo
dell’energia, l’adepto taoista diveniva un uomo compiuto, un Immortale
Terreno, ovvero un Uomo Divino (shenren).
L'uomo comune, identificato con la sua mente e il suo corpo, non riesce, invece, a riconoscere la propria natura spirituale.
Fin dall'inizio nelle pratiche alchemiche è riconoscibile il duplice
intento di 'nutrire il corpo', mediante droghe, pratiche alimentari e
respiratorie e di 'nutrire lo spirito' attraverso un approccio mistico.
I taoisti delle origini riconobbero l'importanza di entrare in contatto
con il divino dentro di sé, ricorrendo in una fase iniziale alla 'visione interiore' e successivamente a pratiche meditative, con
l’intento di giungere, al di là delle divisioni e delle polarizzazioni
del mondo manifesto, al riconoscimento intuitivo della propria essenza
originaria che è divina, emanazione dell’essenza universale. È la
realizzazione dell'unione mistica, che rende l'uomo indiviso, Uno con
il Dao.
"È l'ultimo grado della contemplazione: dopo aver realizzato la
presenza del Dao in sé, l'Adepto realizza che non è differente dal Dao,
ma che egli è Uno con il Dao, che egli è il Dao stesso"2.
"Realizzare la presenza del Dao produce la sapienza /hui; non si è
creato qualcosa di nuovo: la Sapienza è sempre in noi, ma
ordinariamente è turbata dai desideri, è tutta confusa; con la
contemplazione, essa ritorna alla sua purezza naturale. Poco a poco si
rischiara; allora la chiamiamo Luce Celeste (tianguang). Non si è
prodotta una nuova scienza; essa è già lì, è sufficiente realizzarlo"3.
La visualizzazione, la visione interiore sono i passi iniziali da
compiere quando si aspira a una vita religiosa viva e perciò vera, alla
Via del Dao. Non basta ritirarsi in una stanza silenziosa dove
concentrarsi qualche minuto, escludere brevemente l'influenza del mondo
esteriore e giungere allo stato di quiete del Cuore. Questo è solo
l'inizio, anche se un buon inizio.
Entrare in contatto con la propria natura essenziale, realizzare non
concettualmente di essere Uno con il Dao è il frutto dell'impegno forse
anche di una intera vita.
"È necessario 'vuotare il cuore' definitivamente, liberarsi delle
passioni, scacciare tutte le influenze mondane, per penetrare nella
profondità più nascosta di sé e delle cose, fino al Dao, principio
unico della Realtà. Occorre percorrere interamente la via mistica, dal
primo risveglio fino all'Unione. In questo lavoro, le tecniche
fisiologiche passano in secondo piano"4.
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Lang Shining (Giuseppe Castiglioni 1688- 1766), fiore di loto, sagittaria e farfalle.
inchiostro e colori su carta, Cina |
Quale il premio? La libertà dal mondo della forma, fisica e psichica
(mentale ed emozionale). Il mondo manifesto è regolato dalla natura
ciclica dell'universo; esso è strettamente condizionato dalla
transitorietà di tutte le cose e situazioni. Tutto finisce o cambia; e
quando cambia subisce uno spostamento di polarità: la stessa
situazione che era bene ieri diviene male oggi; la stessa condizione
che ci rende felici per un certo lasso di tempo, ci può rendere
infelici domani.
Come trascendere questa dualità? Come procedere lungo questo cammino di
crescita spirituale? "Quando tu saprai essere Wuwei, Non - agente nel
senso ordinario e umano del termine, tu 'sarai' veramente, e compirai
il tuo ciclo vitale senza sforzo, come l’onda che ci lambisce i piedi.
Niente potrà più turbare la tua quiete. Il tuo sonno sarà senza sogni,
e ciò che entrerà nel campo della tua coscienza non ti causerà più
alcuna preoccupazione. In ogni cosa vedrai Dao, sarai 'uno' con tutto
ciò che esiste e sentirai la natura intera vicina come un'amica, come
il tuo stesso io, accettando senza turbamenti il passaggio dal giorno
alla notte, dalla vita alla morte, entrerai sospinto dal ritmo eterno,
nel Dao ove nulla cambia mai, vi ritornerai, puro come quando ne sei
uscito5".
Wuwei – 'non azione', dunque. Il saggio viene a capo delle cose senza
agire. L'azione coinvolge l'esterno del suo essere, dentro, nel centro
del suo essere, resta immobile. La via del wuwei è l'azione naturale
che procede dal Dao.
"… Quando Laozi parla di wuwei, di non-agire, non intende l'inazione
volgare, il pigro appagamento a occhi chiusi. Egli si riferisce
all'inazione dei movimenti terrestri, dei desideri, delle aspirazioni
verso cose sprovviste di realtà… Egli vuole indicare l'abbandono alla
forza interiore, al ritmo del Dao che è dentro di te e che ti riconduce
al Dao. Questo movimento, credimi, è naturale come quello della nuvola
che passa sopra di noi"6.
Wuwei è la non azione della personalità ed è l'azione della natura
vera, essenziale. Questa azione spontanea, naturale, compiuta senza
sforzo nasce dall'interno quando si è ri-conosciuta esistenzialmente la
propria natura originaria e si è in contatto con essa. Ma finchè non
riusciamo a disidentificarci dai bisogni e desideri del falso sé
(l'ego), non permettiamo il manifestarsi del vero sé che è naturalmente
in armonia con il Dao, essendo niente altro che una sua estensione.
Wei wuwei è l'azione che nasce dal non agire: è il paradosso in cui
l'io agente scompare per fare spazio alla spontaneità, alla naturalezza
che nasce nel rilassamento dell’essere in sintonia con i ritmi
dell'universo, senza voler nulla controllare, aggiustare, manipolare,
ma nella profonda e totale accettazione di quello che c'è dentro e
fuori di noi.
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Nelle pratiche alchemiche è riconoscibile il duplice
intento di 'nutrire il corpo', mediante droghe, regimi alimentari regolamentati e
pratiche respiratorie e di 'nutrire lo spirito' attraverso un approccio mistico di conoscenza diretta della propria esperienza interiore. |
L'alchimia interiore è un processo di trasformazione accessibile anche all'uomo d'oggi? Il qigong nei nostri tempi più che mai, specie nel mondo occidentale, è
un grande strumento per intraprendere e percorrere la via della
conoscenza di se stessi. A partire dal lavoro corporeo si può procedere
nell'esplorazione dell'energia del corpo interiore. É possibile
entrare esistenzialmente in contatto con la realtà più intima e
profonda di ognuno, il proprio vero sé, la natura essenziale, che non è
solo la vera natura dell'uomo, ma è anche la natura di tutto.
"L'essenza è l'unica cosa in noi che può essere direttamente
consapevole della propria esistenza"7. Eppure la maggior parte di noi
non riesce nemmeno a immaginare che possa esistere una realtà la cui
natura non sia fisica, mentale o emotiva. Molti vivono la loro intera
esistenza condizionati da questa visione ristretta che deriva dall’aver
smarrito il ricordo della propria natura spirituale.
I libri di alchimia interiore sono spesso scritti in un linguaggio
arcaico difficile da comprendere oggi, anche in Cina; si aggiungano le
abituali difficoltà di traduzione di un testo cinese in una lingua
occidentale e, a completare la gamma delle difficoltà si aggiunga il
fatto che nella descrizione delle tecniche alchemiche si ricorre
spesso all'uso di metafore e a un linguaggio immaginifico per cercare
di comunicare esperienze difficili da descrivere con le parole. Questo
dà ragione dell'importanza di apprendere le tecniche direttamente da un
Maestro, alla cui presenza è possibile giungere non solo a capirle
intellettualmente, ma anche a comprenderle intimamente attraverso la
pratica del Cuore. E ancora non basta. È solo l'allenamento regolare
che permette di procedere lungo la via della conoscenza interiore di se
stessi. Solo quando si è giunti a un certo livello di pratica si
raggiunge quella comprensione che deriva dall'esperienza vissuta, o che
può giungere intuitivamente, ma non è mai concettuale; essa non può
essere comunicata descrittivamente con le parole proprio perché non è
una conoscenza mentale.
Imparare la tecnica e non praticarla o apprenderla solo attraverso i libri non porta ad alcun valido risultato.
Note
- Elisir è una sostanza che assicura la Lunga Vita. È spesso usata nell’alchimia, come sinonimo della 'pietra filosofale'. Nell'alchimia esterna l’elisir, che assicura l'immortalità del corpo, è forgiato a partire dal cinabro o solfuro di mercurio; nell'alchimia interna l’elisir, che assicura l'immortalità dello spirito, è forgiato a partire dalla propria energia essenziale.
- H. Maspero, Le Taoisme e le religions chinoises, pg. 315
- idem, pg 314
- idem, pg.316
- Wuwei, Henri Borel, pg. 31
- idem, pg.26
- A.H.Almaas, Essenza. Il nucleo divino dell'uomo. pg. 25
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