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La posizione eretta, onere e onore, destina l'uomo a un equilibrio più faticoso di quello degli animali, che utilizzano mani e piedi come base di appoggio e, al tempo stesso, gli regala la possibilità di utilizzare le mani, di poter guardare in molte direzioni, di sviluppare le funzioni di cuore e cervello, di divenire tramite tra terra/materia e cielo/spirito e, al tempo stesso, di poter essere portatore consapevole di qualità terrene e divine con tutto ciò che ne consegue.
Nella pratica del qigong, interno ed esterno, si assumono con il corpo, in base al tipo di esercizio, posizioni diverse; di queste le principali sono tre: eretta, seduta e distesa.
Incominceremo a descrivere le peculiarità della prima, chiamata in cinese pinyin1 "zhan zhuang", espressione tradotta con "stare come un palo" o in altri contesti con "in piedi come un albero".
Stare in piedi in modo rilassato è cosa non da poco; è esperienza di molti il disagio dello stare fermi a lungo in una mostra di pittura o in una coda. Lo stesso disagio prova chi incominciando a praticare il qigong, assume la posizione zhan zhuang: avverte fatica, dolore e una certa difficoltà a capire cosa fare, come e perché.
Spiegheremo per questo a cosa serve la posizione dello "stare eretto come un palo", come assumerla e tenerla correttamente, e, infine, diremo dove conduce.
Note:
1 Il pinyin è la trascrizione fonetica degli ideogrammi oggi internazionalmente più diffusa.
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