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La pratica del qigong ci aiuta anche a disidentificarci dalle mille facce della nostra personalità e a ritrovare il nostro vero sé.
Alla nascita ognuno è portatore di una propria natura essenziale, il vero sé.
Questa natura vera definisce, in quanto codice genetico, sia le nostre potenzialità che le nostre debolezze da proteggere. Ognuna di queste nature ha una sua bellezza intrinseca ed è compito dell’individuo riportare la propria alla sua purezza originaria.
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Qi Baishi (1864-1957), tartaruga e fiori di loto. Cina |
Secondo un detto cinese "sia le fortune che le disgrazie non hanno porte": esse non arrivano dall'esterno ma sono in nuce già presenti alla nascita. Questa visione non intende essere una lettura deterministica del destino dell'uomo, nè tantomeno un invito a subire passivamente gli eventi; è, al contrario, un invito ad divenire respons-abili della propria vita e destino, attraverso un lavoro introspettivo e di percorso spirituale.
Scopo primario del qigong, interno soprattutto, è quello di aiutarci a recuperare la nostra natura essenziale. Dal momento in cui nasciamo siamo soggetti a numerose influenze (famigliari, religiose, scolastiche, sociali) che determinano via via la formazione di un “carattere”, che finisce con il rispecchiare la personalità (ego), una falsa natura acquisita e non la nostra natura originaria; questo processo di denaturamento delle nostre caratteristiche è causa di scontento, di disagio esistenziale e talora di malattie vere e proprie, sia fisiche che psichiche.
Attraverso i quattro metodi della diagnosi, si giunge a individuare la natura di una persona, e, su questa base, a conoscere quali sono i suoi punti di debolezza e di forza e predisporre le correzioni necessarie a una prevenzione primaria.
Prendiamo qui in esame le Cinque Costituzioni, rifacentesi alla dottrina dei cosiddetti Cinque Elementi, secondo gli insegnamenti del maestro Liu Dong.
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