Movimento e quiete
Ogni tipo di pratica, sia essa esterna che interna deve associare movimento e quiete, nell'allenamento sia somatico che psichico.
Il movimento esterno è quello del corpo; il movimento interno è sia quello dell'aria mossa nella respirazione, che quello dell'energia vitale attivata dal respiro e dal pensiero.
La quiete esterna è quella somatica, la quiete interna è quella dello spirito.
Si richiede che il movimento del corpo e dell'energia siano associati ad uno stato di quiete, vale a dire di distensione di tutte le parti del corpo (la contrazione, infatti, ostacola la circolazione dell'energia) e di rilassamento mentale, tale da consentire l'allontanamento dei pensieri estranei e il mantenimento di uno stato di calma.
L'esecuzione dei movimenti, somatici e respiratori è lenta e regolare per facilitare l'eliminazione di ogni tensione e la progressiva interiorizzazione del movimento.
Solo così il movimento esterno del corpo può essere in armonia con quello interno dell'energia vitale e uno può facilitare l'altro.
Yin (cioè quiete) e yang (vale a dire movimento) si alternano in ogni momento, secondo un ritmo dolce, continuo, regolare.
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Figurina in posizione seduta che illustra l’esercizio detto bailu da praticare in settembre (8-21); rafforza l’energia del Polmone. È indicato per trattare asma, dispnea, dolori dorso-lombari. |
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