Energia per la vita

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Studio di Agopuntura e Medicina Cinese


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I principi della pratica del qigong Stampa la pagina E-mail
Indice
Introduzione
Movimento e quiete
Rotondo, morbido, lontano
Atteggiamento mentale
Controllo del respiro
Respirazione
Posizioni del corpo

Posizioni del corpo e correzione posturale

La posizione del corpo ha importanti ripercussioni sul funzionamento degli organi interni. Solo se essa è corretta, l'energia scorre senza intoppi e anche la circolazione del sangue è buona.

Gli esercizi di qigong esterno si eseguono in posizione eretta, seduta o distesa e sono per lo più dinamici. Gli esercizi di qigong interno si eseguono in posizione eretta se dinamici, come il taijiquan, e in posizione seduta o distesa, se statici, come nella meditazione.

La posizione seduta
Si può sedere su uno sgabello, e vi ricorrono soprattutto le persone anziane o deboli, o, più spesso, si siede a terra con le gambe incrociate in modo naturale, in semiloto o loto completo.
In ogni caso occorre tenere la colonna, il collo e la testa eretti, ma senza sforzo (sarà l'allenamento a realizzare pienamente questo obiettivo!), le spalle naturalmente abbassate, e le mani, la destra sopra la sinistra, con le palme in su e i pollici che si toccano, avvicinate all'addome. Se si vuole praticare la meditazione e le tecniche di conduzione dell'energia, le palpebre sono socchiuse e lo sguardo fissa un punto davanti alle proprie ginocchia; si guarda senza vedere. Inoltre, la punta della lingua si appoggia alla mucosa dietro gli incisivi.

La posizione distesa
Si può rimanere distesi su un fianco o sul dorso. La testa è in appoggio su di un cuscino e tutto il corpo è abbandonato senza tensioni, gli occhi sono socchiusi e l'attenzione è vigile, per evitare di cadere addormentati.

La posizione eretta e la correzione posturale
La tradizione attribuisce particolare importanza alla posizione eretta, quella in cui, se ben tenuta, più efficacemente si stabilisce la connessione tra terra, uomo e cielo e, pertanto, una  migliore comunicazione tra l'uomo-microcosmo e l'ambiente naturale.
In realtà questo si realizza solo dopo una accurata educazione posturale, mirante ad ottenere l'equilibrio della posizione senza sforzo muscolare. La muscolatura non contratta è disponibile in ogni momento al movimento e questo si traduce nella sensazione soggettiva di benessere, legata all’assenza di fatica e alla sensazione di potenza che deriva dalla libertà di agire.
Nella posizione eretta, più che in altre, il corpo è sollecitato a mettere in atto i meccanismi antigravitari. Se lo scheletro è bilanciato pende in basso perpendicolarmente e il peso dei singoli segmenti è trasferito, attraverso i piedi, al terreno.
Se le varie parti del corpo non sono allineate, le ossa con il loro peso non pendono in equilibrio; in tal caso interviene la la contrazione dei muscoli per compensare lo sforzo strutturale.
La conseguenza è duplice:

  • i muscoli impegnati in questo continuo sforzo sono affaticati e non disponibili per il movimento;
  • la respirazione stessa è compromessa. Quando i muscoli ausiliari della respirazione non possono essere usati pienamente, inspirazione ed espirazione sono poco profonde.

L'ossigenazione dei tessuti, tra cui i muscoli, è inadeguata e, pertanto, si instaura uno stato di sofferenza che comporta anche una maggiore difficoltà al rilassamento.

Sono 18 le regole cui bisogna attenersi, nell'esecuzione del qigong statico in posizione eretta.
Ecco come vengono sinteticamente enunciati in una filastrocca: "Piedi paralleli, ginocchia piegate, cavallo arrotondato, anche rilassate, zona lombare decontratta e vertice del capo appeso al cielo. Lambire con la lingua il palato, concentrare lo shen e mantenere la tranquillità; tenere il petto in dentro, le braccia pendenti e i gomiti arcuati verso l' esterno".

I punti chiave nella applicazione di queste regole sono 4: il capo sospeso, l'ascella vuota, il rilassamento della vita e l'arrotondamento del cavallo.
Di questi il cardine è il rilassamento della vita, ovvero la distensione della regione lombare. Grazie ad essa il coccige si viene a trovare perpendicolare al suolo e alla colonna vertebrale; quando con l'allenamento l’energia prende a circolare nel dumai, diventa naturale mantenere la colonna eretta. Il vertice del capo in alto e il coccige in basso, sono i due punti di riferimento utili per allineare, mentalmente prima e nella realtà poi, sullo stesso asse la colonna vertebrale. L'assialità della colonna, inoltre, fa si che l'uomo si metta in sintonia con l'energia della terra attraverso i piedi e con l'energia del cielo attraverso il capo.

I classici dicono che "la forza interna parte dai piedi, si sviluppa nelle gambe, è diretta dalla regione sottombelicale e si espande nelle dita" e, inoltre, che "l 'uomo coltivato respira dai talloni, mentre l'uomo comune respira dalla gola". Il primo sa fare circolare la sua energia interna, il secondo solo quella esterna.
Con la correzione posturale si realizzano le condizioni preliminari per attuare l"'esercizio in piedi", detto zhangong. Consiste nell'assumere la posizione di inizio del taiji, a piedi paralleli e gambe leggermente flesse e nel rimanere immobili in questa posizione il più a lungo possibile. Nel corso dell’"esercizio in piedi" si possono eseguire pratiche di nutrimento interno:

  • recitare formule mentali;
  • esercitare il controllo della respirazione;
  • far scendere l’energia al campo di cinabro;
  • concentrarsi su aree del corpo energeticamente importanti.

Negli esercizi di qigong dinamico, ovvero di "pratica in movimento", si privilegia il movimento degli arti, del capo e del tronco.
Gli esercizi fisici sono eseguiti compiendo movimenti arrotondati, curvilinei e morbidi al fine di assecondare il fluire dell'energia. Si sottopone ad allenamento il corpo, come per le attività mentale e respiratoria, imparando ad utilizzare la giusta quantità di energia, attenti soprattutto ad evitare gli eccessi di concentrazione psichica e di tensione muscolare.
Scopo della correzione posturale è quello di eliminare gli ostacoli meccanici alla circolazione dell'energia e del sangue.
Scopo degli esercizi fisici è quello di rafforzare il corpo e regolare il tono muscolare per giungere ad una sintesi di forza senza tensione.

A conclusione di questa disamina degli aspetti principali del qigong, ci soffermiamo brevemente su tre aspetti da osservare con attenzione: - l'importanza, nel corso della pratica, di non focalizzare l'impegno e l'attenzione su alcuna cosa specifica. Viene richiesto uno stato di vigilanza diffusa, il solo che possa aiutare a prendere coscienza di quanto accade dentro e fuori di noi e a consentire un naturale adattamento alle nuove situazioni; - la perseveranza nella pratica del qigong è indispensabile perché il progresso, che traduce profondi cambiamenti interni, giunge lentamente - la qualità della esecuzione degli esercizi determina direttamente i risultati.


Questo testo è un capitolo di Qigong - Esercizi energetici per tutte le stagioni. Caterina Martucci - Grazia Rotolo. Gruppo Ugo Mursia Editore S.p.A.



 

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