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Prevenzione del rischio cardiovascolare nelle donne |
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L'incidenza di malattia cardiovascolare
nella donna aumenta con l'età, questo non vuol dire che le donne giovani
siano esenti da rischio cardiovascolare. Tutte le donne a qualsiasi età
debbono tenere presente il rischio cardiovascolare1, soprattutto se esiste una storia familiare di cardiopatia.
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Orchidea, Brassavola cucculata
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Cosa fare per ridurre il rischio cardiovascolare
Cambiamenti nelle abitudini di vita possono essere molto efficaci per ridurre il rischio cardiovascolare come ad esempio:
• Fare esercizio 30-60 minuti al giorno, almeno a giorni alterni2
• Tenere sotto controllo il peso corporeo
• Smettere di fumare o non iniziare affatto
• Ridurre al minimo l’assunzione di grassi saturi (link), colesterolo e sale
• Assumere una dieta ricca di frutta e verdure fresche
Qual'è il peso corporeo ideale?
Il peso ideale varia da persona a persona, un buon modo per valutarlo è considerare il Body Mass Index (indice di massa corporea, BMI). Si ritiene che il rischio cardiovascolare aumenti per valori di BMI> 25 kg/m2.
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Orchidea bianca del genere Odontoglossum
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Ormoni e malattia cardiovascolare
Contraccettivi orali
Molte donne assumono terapia anticoncezionale orale per lunghi periodi della loro vita. E’ bene sapere che questa terapia può far aumentare il rischio cardiovascolare. In particolare da uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nei primi anni ’90 che ha coinvolto 21 centri in 9 nazioni (Asia, Africa, Europa, America Latina), si è visto che il rischio assoluto di sviluppare un Infarto Miocardico nelle donne non fumatrici al di sotto dei 35 anni che assumevano terapia ormonale contraccettiva era basso, ma quel rischio aumentava drammaticamente nelle donne più anziane, soprattutto se fumatrici e nei soggetti con ipertensione arteriosa. Il rischio si riduceva dopo sospensione della terapia anticoncezionale.
Menopausa e Terapia ormonale
La terapia ormonale sostitutiva con estrogeni e/o progestinici è stata a lungo utilizzata in tutto il mondo per alleviare i sintomi menopausali e per la prevenzione dell’osteoporosi. Studi osservazionali avevano inizialmente suggerito effetti protettivi della terapia ormonale sostitutiva sul rischio cardiovascolarte. Tuttavia ampia trial randomizzati controllati (link), non hanno confermato benefici cardiovascolai, anzi hanno dimostrato un incremento del rischio cardiovascolare.
Pertanto l’American College of Obstetricians and Gynecologic Committee on Gynecologic Practice nel 2008 ha affermato che la terapia ormonale sostitutiva debba essere riservata alle donne con rischio cardiovascolare basso per alleviare i sintomi vasomotori nella menopausa precoce e che
deve essere utilizzata per il minor tempo possibile, alla più bassa dose efficace e con una continua rivalutazione periodica .
NOTE
1. Rischio cardiovascolare: valutato sulla base dei fattori di rischio cardiovascolare. Un fattore di “rischio” è una caratteristica di un individuo o di una popolazione che si associa ad un aumentato rischio di sviluppare in futuro la malattia. Per essere considerato causale deve precedere la comparsa della patologia. Può essere rappresentato da un tratto ereditario (familiarità), da un dato di laboratorio (ipercolesterolemia) o da fattori comportamentali (sedentarietà, fumo).
2. Per aumentare l'attività fisica in generale si possono usare piccoli
accorgimenti come usare le scale invece dell’ascensore, usare la
macchina solo se indispensabile, scendere una o due fermate prima dai
mezzi pubblici....
3. Grassi saturi: chimicamente sono grassi con non contengono doppi legami tra gli atomi di carbonio. Sono di solito di origine animale (latticini, carni grasse, lardo), ma sono contenuti anche in alcuni vegetali come ad esempio l’olio di palma o il cioccolato.
4. Body Mass Index: espresso matematicamente dal rapporto tra peso in kg e altezza in metri al quadrato. E’ un dato biometrico utilizzato come indicatore di peso forma. Valori tra 18 e 25 di BMI sono considerati normali.
5. Trial randomizzati controllati: studio scientifico usato per testare l’efficacia di un farmaco, di una tecnologia, di un provvedimento terapeutico. I soggetti oggetto dello studio vengono scelti a caso (ad esempio tutte le pazienti che si sono presentate per una visita in un certo ambulatorio per un certo periodo)(random) in modo da non influenzare i risultati dell’osservazione.
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