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La sindrome metabolica: se ce l'hai sei a rischio Stampa la pagina E-mail

Si attribuisce questo nome a un insieme di  condizioni patologiche concomitanti che contribuiscono all'insorgenza della  resistenza all'insulina1.

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Fernando Botero, La siesta

I criteri che definiscono la diagnosi di sindrome metabolica  (SM) sono stati descritti per la prima volta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)  nel 1998.
La presenza di  sindrome metabolica  (SM) fa aumentare il rischio di sviluppare sia  la malattia cardiovascolare che il diabete mellito.

I principali segni della sindrome metabolica comprendono: obesità prevalente nella parte centrale del corpo (circonferenza addominale superiore a 88-100 cm), ipertrigliceridemia (trigliceridi superiori a 150mg/dl), basso colesterolo HDL (il colesterolo "buono"), iperglicemia (glicemia basale superiore a  100mg/dL) ed ipertensione ateriosa.

In generale la comparsa di sindrome metabolica aumenta con l'età e si manifesta più frequentemente  nei paesi industrializzati;  inoltre, va evidenziato che vi sono anche dati di una crescente prevalenza e gravità di obesità nella popolazione giovanile.

La sedentarietà come fattore di rischio

Il fatto di condurre una vita sedentaria costituisce di per sè un fattore predittivo di eventi cardiovascolari. Molti dei componenti della sindrome metabolica sono associati alla sedentarità, compreso l'aumento del tessuto adiposo, la riduzione del colesterolo "buono" e la tendenza all'ipertgrigliceridemia, all'ipertensione arteriosa e all'aumento della glicemia soprattutto nei soggetti geneticamente predisposti. Per fare un esempio i soggetti che passano più di 4 ore al giorno davanti al televisore o al computer hanno un rischio di sviluppare  la sindrome metabolica doppio rispetto a soggetti che spendono meno di 1 ora al giorno in queste "inattività".

La malattia coronarica

Si è osservato che circa il 50% dei pazienti con malattia coronarica ha anche portatore di sindrome metabolica. Tuttavia,  una adeguata riabilitazione cardiologica ed il cambiamento delle abitudini di vita nel senso di un più sano regime alimentare, un aumento dell’attività fisica, la riduzione del peso corporeo, possono ridurre la probabilità di sviluppare questa sindrome.

La persona affetta da SM raramente lamenta sintomi particolari. Grazie alla visita medica è possibile evidenziare l'aumento patologico della circonferenza addominale o riscontrare valori elevati di pressione arteriosa. La presenza di questi segni premonitori indurrà il medico a prescrivere accertamenti ulteriori per evidenziare l’eventuale  presenza delle altre anomalie metaboliche tipiche della SM.


Nota
1. In condizioni normali, un ormone noto con il nome di insulina permette al glucosio ematico di penetrare nelle cellule dell’organismo dove viene utilizzato per produrre energia. 
Tuttavia, quando quantità normali di insulina non riescono a trasportare il glucosio all'interno delle cellule, ha luogo la "resistenza all'insulina". In altre parole, la cellula resiste all'azione dell'insulina e il glucosio non riesce a penetrarvi. 
Quando ciò accade, il pancreas deve produrre una maggiore quantità di insulina per mantenere livelli glicemici normali.

 

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