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Purtroppo il soggetto affetto da ipertensione arteriosa può essere
completamente asintomatico per molto tempo e accorgersi della presenza
di questa patologia solo quando questa ha già avuto il tempo di
provocare dei danni ad altri organi.
Inoltre spesso il soggetto con ipertensione arteriosa presenta contemporaneamente altri fattori di rischio cardiovascolare come ad esempio diabete mellito, dislipidemia, sovrappeso, fumo, stress... La contemporanea presenza di più fattori di rischio ha un effetto globale di "potenziamento" del rischio cardiovascolare che è maggiore della semplice somma dei singoli fattori di rischio. Infatti la probabilità di sviluppare un evento cardiovascolare fatale con determinati valori di pressione arteriosa può variare sino a 20 volte a seconda degli altri fattori di rischio a cui si associa.
È stato documentato che l’ipertensione arteriosa non trattata si associa ad un accorciamento della vita di 10-20 anni. Anche nelle forme lievi l’ipertensione arteriosa è una malattia progressivamente letale, se non trattata.
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Orchidea, Dendrobium anosmum
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Le complicanze
Le complicanze più frequenti dell'ipertensione arteriosa sono legate agli effetti che questa condizione clinica ha sui cosiddetti organi bersaglio: il cuore, il sistema nervoso, i reni.
Il cuore sottoposto ad un carico eccesivo secondario all'ipertensione arteriosa tende a sviluppare un'ipertrofia concentrica caratterizzata da un ispessimento delle pareti cardiache. Progressivamente la funzione cardiaca si deteriora fino a sviluppare un vero e proprio scompenso. Si può verificare anche angina pectoris conseguente alla combinazione di malattia coronarica accelerata e aumentate richieste di ossigeno del miocardio ipertrofico.
Gli effetti neurologici dell'ipertensione di lunga durata possono essere suddivisi in disturbi retinici e del sistema nervoso centrale.
A livello retinico l'ipertensione arteriosa può provocare spasmo e progressivo restringimento delle arteriole oltre alla comparsa di emorragie.
A livello del sistema nervoso centrale vi possono essere danni secondari a degenerazione aterosclerotica o ad emorragie .
Un altro importante organo bersaglio dell’ipertensione arteriosa è il rene. Le lesioni aterosclerotiche delle strutture vascolari renali possono portare a progressivo deterioramento della funzione renale fino all’insufficienza renale vera e propria.
Trattamento
Lo scopo principale del trattamento di un paziente iperteso consiste, oltre che, ovviamente, nel controllo dei valori di pressione arteriosa, nel ridurre il rischio cardiovascolare globale a lungo termine. Questo vuol dire agire su tutti i fattori di rischio rimuovibili: diabete, fumo, dislipidemia, sovrappeso, stress...
L'approccio terapeutico procederà per gradi ed in relazione alla gravità della situazione.
Mentre non si può, almeno per ora, modificare la predisposizione genetica ad ammalare, molto si può fare con altri fattori di rischio. Fondamentale da questo punto di vista è la collaborazione e l'educazione alla salute del paziente. Le modificazioni delle abitudini di vita costituiscono uno degli elementi cardine della terapia dell'ipertensione arteriosa, anche nella prevenzione primaria, attuando delle strategie che permettano di evitare o almeno di ritardare la comparsa della malattia.
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Orchidea, Dendrobium stratiotes
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I diversi fattori di rischio non si sommano semplicemente, ma si potenziano a vicenda, vale però anche l'opposto. Se il soggetto comincia a seguire ad esempio un programma di attività fisica regolare, da considerarsi una vera e propria terapia che deve essere "assunta" regolarmente, questo contribuirà a far ridurre il peso corporeo, l’esercizio fisico d’altro canto modifica anche l'attività metabolica e può quindi contribuire ad ottenere un miglior controllo della glicemia e dell'assetto lipidico. Ma l'esecuzione di regolare attività fisica rappresenta anche un ottimo modo per ridurre lo stress e sciogliere le tensioni. Si innesca un circolo "virtuoso" che ha molti effetti benefici.
Quando i cambiamenti dello stile di vita non sono sufficienti si ricorre ai farmaci, che hanno essenzialmente la funzione di contrastare i meccanismi che mantengono l’ipertensione arteriosa. La terapia dovrà essere adeguata al singolo paziente poichè, come sappiamo, tutti i farmaci hanno effetti collaterali di cui bisogna tenere conto, la terapia dovrà essere assunta con regolarità e ai dosaggi consigliati, e comunque nessun farmaco potrà mai sostituirsi ad abitudini di vita corrette.
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