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Il vero amore, che non ha contrario perché nasce al di là della mente, è molto raro; raro quanto gli esseri consapevoli. Più spesso è la coppia di sentimenti amore/odio che ritma i cosiddetti "rapporti amorosi".
Le polarità amore/odio sono reciprocamente interdipendenti; il
positivo contiene già in se il negativo non ancora manifestato. Entrambi
sono aspetti diversi della stessa disfunzione, in quanto vi è implicito
un relazionarsi connesso a un senso di bisogno dell'altro, più che a un
piacere di condivisione delle proprie ricchezze interiori. La
condizione di bisogno porta con sé, come corollari ineludibili, la
gelosia, la ossessività, il controllo, il risentimento fino a giungere
all'odio.
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Pablo Picasso, Bevitore di assenzio, 1901
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Il sentimento dell'odio danneggia la persona
L'odio è una emozione fredda; è una mescolanza di rabbia
repressa, di risentimento e di desiderio di vendetta. La sua presenza
danneggia prevalentemente, secondo la medicina cinese, gli organi Cuore e
Fegato. Se l'odio diventa uno stato emozionale perdurante può divenire
estremamente dannoso e distruttivo; oltre a compromettere il
funzionamento di Cuore e Fegato, rallenta la circolazione dell'energia e
del sangue, fino a farli ristagnare. Tali disordini energetici possono
anche complicarsi con comparsa di manifestazioni del fattore patogeno
del Fuoco. In tal caso i sintomi e segni più frequenti sono: dolore al
torace e agli ipocondri, insonnia, cefalea, palpitazioni, sensazione di
amaro in bocca, il sentirsi chiusi in se stessi, la tendenza
all'isolamento. Se il soggetto si abbandona, compiaciuto, al sentimento
dell'odio, che viene così sempre di più nutrito all'interno, la sua
energia corretta ne risulterà indebolita, l'essenza asciugata e la
salute danneggiata sempre più.
La prevenzione
Cosa fare per vivere le proprie emozioni in modo appropriato? Come
tenere in equilibrio la propria vita emozionale e goderne la ricchezza
senza esserne danneggiati? Possiamo utilizzare le emozioni e i relativi
vissuti corporei per meglio conoscere la nostra interiorità. Possiamo
imparare a vivere l'emozione e nel contempo essere "colui che osserva"
senza giudicare, senza reprimere, disponibile e aperto alle comprensioni
che possono rivelarsi in questo ambiente di neutralità.
È il cammino della meditazione e della pratica della consapevolezza.
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