|
È espressione dell'armonia del Cuore e, a sua volta, rilassa ed arricchisce l'energia di questo organo, rende la mente calma e dona un senso di appagamento e di salutare contentezza. Ma è necessario, per una corretta comprensione, distinguere questo tipo di gioia benefica dall'euforia.

|
Libellula in equilibrio su rametto
|
L'aspetto distorto della gioia è l'euforia
L'euforia è uno stato di allegrezza caratterizzato da un eccesso di buonumore, che si esprime, per lo più, come una condizione di eccitazione, magari lieve e sotterranea, ma continua.
Questo stato disturba la calma del Cuore, perché esiste una continua stimolazione mentale, per quanto piacevole; si tratta di persone sempre iperattive. Esse non riescono a stare ferme: non con la mente, non con le parole, né con le azioni; si riempiono la vita di impegni e di divertimenti, e talora più sono angosciate e più si danno da fare. Comunicano un senso di agitazione. Un indicatore specifico di tale stato euforico è la risatina nervosa che conclude le frasi, a prescindere dal contenuto delle stesse; affiora, infatti, anche quando parlano di situazioni tristi e dolorose.
Lo stato di euforia provoca, come si è detto, una eccessiva stimolazione del Cuore e nel tempo ciò può condurre all'instaurarsi di una condizione patologica detta di 'Fuoco di Cuore' o di 'Fuoco-Vuoto di Cuore', in base alla condizione energetica sottostante. Il paziente patisce un'agitazione interna, è irrequieto e si lamenta di scarsa concentrazione, dorme male, gli pare di non sentirsi mai davvero nel posto in cui è, e di non riconoscersi in ciò che pensa, in ciò che dice e in ciò che, più in generale, gli avviene. È sempre in fuga dal presente, che lo annoia, e in attesa del futuro, che non arriva mai in forma appagante.
Il Fuoco con le sue fiamme che divampano agitate, si può manifestare anche in atteggiamenti di grandiosità maniacale. Nei quadri estremi si può persino giungere agli stati deliranti delle psicosi, nelle quali viene perso il riconoscimento delle realtà.
La gioia 'umana' e quella 'essenziale'
La 'gioia umana' è uno specifico movimento di energia che nasce all'interno in risposta all'interazione, agìta o subìta, con il mondo esterno. Come le altre emozioni, la gioia è un evento fisiologico che fa parte della normale natura dell'uomo.
Ma esiste un'altra gioia, che nasce all'interno, senza causa esterna, ed è una delle qualità propria della nostra natura originaria, essenziale, divina.
 |
Libellula rossa su fiore di lobelia
|
Affinché ognuno la possa riconoscere, dirò come essa viene descritta: "La luce del sole che risplende dentro" o "La felicità che nasce all'interno".
Ciò accade solo quando la testa si arrende al cuore: vi è totale libertà da pensieri e preoccupazioni. È il lasciare andare ogni concettualizzazione e idealizzazione. È il riscoprire la freschezza, la spontaneità, la giocosità, la curiosità del bambino. È la capacità di vivere in modo totale nel presente senza preconcetti e pregiudizi. Questa 'gioia divina' ha il calore del colore giallo e il gusto del sapore dolce sottile, s'accompagna al sentire della devozione e della gratitudine.
Chi non ha voglia di riscoprire dentro di sé questa gioia, per così dire, 'infantile'?
Condizione necessaria, anche se non sufficiente, è spostare l'energia dalla mente logica e concettuale allo spazio del cuore; scendere con l'attenzione dalla testa al petto, sedere in silenzio ad occhi chiusi, attendere che l'attività mentale si calmi. Raggiunto lo stato di quiete sarà possibile sperimentare dentro di sé la gioia. La pratica della meditazione e della crescita in consapevolezza conducono, quando il tempo è maturo, a sperimentare la pienezza vibrante della gioia senza causa.
Ecco come Eckart Tolle parla della "gioia dell'Essere": "Quando tu conosci veramente chi sei, è presente un senso vivo e persistente di pace. Potresti chiamarlo gioia perché la gioia è quello: pace vibrante di vita. È la gioia di conoscere te stesso/a come l'essenza vera della vita prima che la vita prenda forma. Quella è la "gioia dell'Essere" - di essere chi tu veramente sei ."
A questo punto vorrei suggerirvi di praticare una semplice tecnica facilitante l'esperienza della gioia senza ragione: il canto di un mantra.
Cos'è un mantra? La traduzione letterale della parola è 'ciò che protegge la mente'. Cantare o recitare un mantra significa emettere dei suoni che sono intrisi di potere spirituale, e perciò capaci non solo di pulire dalle negatività (ciò che nuoce) corpo e mente, ma anche della capacità di evocare dentro di noi le qualità di specifici stati essenziali. Ecco le parole di questo mantra, di probabile origine sufi:
OM AH AMRITA
BINDU JAVA
MAHAHA SUKHA SWAHA
Recitare il mantra in modo tranquillo e rilassato, con profonda attenzione, lasciando che il mantra, il respiro e la presenza consapevole diventino piano piano un'unica cosa. Dopo un poco di tempo si apprezzerà la comparsa in bocca del sapore dolce, si sentirà all'interno risplendere la calda, gialla luce del sole e ci si aprirà alla consapevolezza della gioia interiore.
|