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L'amore Stampa la pagina E-mail

La prevenzione e l'amore

Prima di parlare della relazione tra amore e prevenzione, penso sia necessario precisare il significato che per me ha la parola amore e come questo sentimento può, se presente, plasmare la vita umana, fino a farla divenire divina.

 

Coppia di colombe

Coppia di colombe. Porcellana di Cina a decoro Famiglia grigio. Cina, Dinastia Qing, inizio Qianglong (1736 –1795 d.C.)


L'essere (uomo/donna) totale

L'essere totale potrebbe essere definito dalla capacità di mantenere vivi dentro di sé i suoi tre centri energetici principali - grossomodo localizzati nella pancia, nel cuore e nella testa. Essi si esprimono attraverso tre diversi tipi di attività, riconducibili, rispettivamente, all'istinto, all'amore, al pensiero.

L'uomo dei nostri giorni è, ahimè, identificato soprattutto con un sé "pensante", il che vuol dire che l'attività mentale, soprattutto logico-razionale, governa le nostre vite e questo ci porta a vivere soprattutto di astrazioni, ovvero di ricordi del passato o di proiezioni riguardanti il futuro. La persona ossessionata dal pensare perde piano piano la capacità di sentire: emozioni, feelings, percezioni più o meno sottili,  e i sentimenti incominciano ad abbandonarlo. Quella persona quasi solo mentale dimentica di avere un cuore. E senza il cuore non c'è amore.


Ma cos'è l'amore?

 

Coppia di colombe. Porcellana di Cina a decoro Famiglia grigio. Cina, Dinastia Qing, inizio Qianglong (1736 –1795 d.C.)

"E' l'impulso profondo a essere tutt'uno con l'esistenza, il bisogno profondo di dissolvere l'io e il tu, in un'unica unità. Il bisogno d'amore nasce perché siamo separati dalla nostra sorgente; da questa separazione nasce il desiderio di ricadere nella totalità, di tornare a essere un tutt'uno con esso": così parla dell'amore Osho, il grande mistico indiano contemporaneo, in "The wisdom of sands". Egli, inoltre, precisa: "… quando sei vuoto, è presente l'amore. Quando sei colmo di ego, l'amore scompare. L'amore e l'ego non possono convivere" (da "The Divine melody").

Esiste un amore animale, che attiene alla nostra biologia ed è specialmente connesso con il sesso; è il gradino più basso, dal momento che non richiede alcuna consapevolezza. Solo gli ormoni sono determinanti perché esso accada.

Esiste poi un amore umano, che può essere un desiderio della mente, puramente psicologico, connesso con la dimensione temporale del passato e del futuro, oppure può essere una qualità del cuore, il quale aspira ardentemente a ciò che non ha fine, non nel senso di permanente, ma di eterno. Il cuore aspira a Dio.

L'amore che si manifesta attraverso il cuore è, di fatto, una qualità essenziale del proprio essere originario e della propria essenza che è una estensione individualizzata del divino. Questo amore non è una creazione della mente.

Questo tipo di amore appartiene a ogni essere umano, in quanto è una sua qualità originaria; esso è molto spesso misconosciuto, ma può essere ri-scoperto e ri-conosciuto attraverso la meditazione, vale a dire, attraverso la pratica di uno stato di non-mente. L'amore umano va dunque conseguito, non esiste a priori.

Esiste infine l'amore divino: uno stato traboccante di gioia da condividere non più con una sola persona ma con tutta l'esistenza. Esso è lo stato di grazia di chi è riuscito a trascendere la personalità, a dis-identificarsi dall'ego.


Il 'giusto' amore per se stessi

Non è di natura egoistica (in quanto non nasce dall'ego/personalità). Esso può essere ricondotto al "giusto rimembrarsi di sé", che è il significato della parola sammasati, usata da Buddha.
Con questa espressione viene indicata la comprensione intuitiva, non razionale di essere parte dell'Esistenza. Si consegue nello spazio silenzioso della solitudine, dove si può ri-trovare se stessi non come essere isolati, ma come parte del Tutto.
Richiede, attraverso la pratica della meditazione, l'accrescimento della propria consapevolezza con la possibilità di ri-trovare se stessi, di trovare il significato della vita, il suo senso, il suo splendore.


La prevenzione e l'amore

Alla luce di quanto detto nei paragrafi precedenti risulta evidente che il prendersi cura di se stessi fonda su un atto d'amore grande, accompagnato da un grande rispetto. Un atto d'amore incondizionato per noi stessi così come siamo, senza nulla giudicare, e al tempo stesso senza pregiudizi su come si dovrebbe essere.

In questo tipo di amore è implicito un grande sì alla nostra realtà attuale, non solo esteriore ma anche interiore.

Sì al nostro corpo, malato o sano che sia, bello o brutto, ecc.

Sì anche al nostro corpo psico-emozionale, conscio e inconscio.

Solo l'accettazione di quello che è "nel qui e ora" permette al nostro essere psicofisico di dis-velarsi in tutta la sua ricchezza. L'assenza di giudizio permette l'accettazione e con essa la comprensione di quello che accade di momento in momento dentro di noi.

E solo dalla comprensione, senza sforzo, nascerà la naturale trasformazione.

 

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