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La relazione che ognuno stabilisce con il proprio corpo ne determina in modo significativo lo stato di salute o di malattia.
Possiamo pensare al corpo anche come a una dimora nella quale sono ospitati i contenuti, più o meno stabili, del proprio mondo interiore, vale a dire
emozioni, sensazioni, sentimenti, percezioni, pensieri .... Più il corpo
è solido, rilassato e affidabile, più gli ospiti del mondo interiore
conviveranno in armonia.
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Statuina in porcellana, Cina, Dinastia Tang
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È utile porsi la domanda: in che relazione sono il mio corpo? Come lo considero? Come lo tratto?Per molti il corpo è semplicemente uno strumento d'uso. C'è chi lo danneggia per troppa indulgenza nel procurarsi piaceri – attraverso cibo, alcool, sesso, droghe - chi lo mortifica sottoponendolo a rigide discipline e privazioni; chi lo forza in pratiche di sport estremi e chi, all'opposto, rifiuta per pigrizia ogni tipo di attività fisica.
Esistono evidenze inconfutabili del fatto che solo un rapporto equilibrato e paritario tra le varie parti che compongono l'essere permette di conseguire benessere e salute per il corpo, chiarezza mentale, equilibrio emozionale e pace dello spirito.
È naturale chiedersi perché e come questo possa accadere. Cominciamo con il ricordare che il nesso tra corpo-psiche-spirito è strettissimo, tanto stretto che la salute, come la malattia, di una delle parti coinvolge presto o tardi le altre. La verità di questa affermazione è facilmente afferrabile se si considera che tutto nell'essere è energia. Questa energia assume una forma molto densa e coesa quando si fà materia corporea; è un pò meno densa quando diventa pensiero ed emozione e ancor più sottile quando è spirito.
Vi invito ad un semplice esperimento, quello di osservare con interesse e attenzione il corpo e, ancorpiù, il volto di una persona, perché vi si possono scoprire le tracce delle multiformi manifestazioni della qualità e quantità dell’energia che la aninma . É possibile riconoscere nel colorito dell’incarnato lo stato dell'energia e del sangue che vivificano e nutrono i suoi tessuti; individuare nell'atteggiamento corporeo e nell'espressione i tratti specifici della sua psiche e avere un assaggio assai eloquente del suo spirito, osservando la luce dello sguardo.
La giusta relazione con il proprio corpo
Solo da una relazione di amore e rispetto per se stessi discende una naturale relazione di attenzione e rispetto verso i bisogni del proprio corpo. Se le basi sono queste, il corpo non è più considerato uno strumento atto a soddisfare i bisogni della mente o delle emozioni, ma accade un cambiamento della prospettiva. Si vede il corpo per quello che è: l'incarnazione tangibile dell'essere spirituale calato nella sua esperienza terrena.
Il corpo come periferia dell'essere, porta fisica d'accesso alle forme di energia, più sottili e in continua trasformazione, presenti all'interno. Prenderne coscienza, ricordare e vivere in ogni momento la realtà imprescindibile dell'unicum energetico che ogni essere umano è, rende possibili molte importanti comprensioni. Prima fra tutte la sacralità del corpo e la necessità di prendersene cura.
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Qi Baishi (1864-1957), scoiattoli e nocciole
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Il corpo e i sui bisogniIl corpo ha molti bisogni, ma solo alcuni sono fondamentali e rimangono tali in ogni età della vita. Parlo del bisogno di aria, di cibo e di movimento. L'ossigeno contenuto nell'aria inspirata e gli alimenti ingeriti forniscono tutto quanto è necessario per nutrire l'energia vitale che anima il corpo.
Come provvedere a un soddisfacimento appropriato di queste necessità? Ponendo attenzione ai sensori di cui madre natura ci ha provvisto.
Gli organi di senso e la consapevolezza
La natura ci ha fornito di sensori utili a farci capire come e quando soddisfare i bisogni essenziali del corpo. Sono gli organi di senso esterni e interni. Sugli organi di senso sovrintende la consapevolezza, che è che esiste dentro di noi che non sia stato conseguito dai sensi. La consapevolezza è la capacità di essere presenti al dispiegarsi della vita dentro di noi mentre accade e di osservare anche le dinamiche che accompagnano il sorgere e il manifestarsi dei bisogni del corpo.
Consideriamo il bisogno di cibo e la falsa fame. Quando la consapevolezza è presente è facile osservare ciò che sta accadendo e discriminare tra fame vera -l'espediente che il corpo usa per ricordarci che è tempo di mangiare per rifornirlo dei nutrienti necessari a soddisfare i suoi bisogni metabolici– e quella falsa che insorge anche a stomaco pieno. In questo secondo caso è facile osservare che la pulsione a mangiare sorge da in pensiero, da una immagine mentale o, spesso, da uno stato emozionale intenso.
La comprensione piena di queste dinamiche, che portano molti a ricorrere al cibo per gratificare bisogni che sono di natura mentale o emozionale, è la premessa necessaria per cambiare atteggiamenti alimentari compulsivi dannosi, specie se l'abuso alimentare è già sfociato in patologie franche (obesità, cardiopatie metaboliche, diabete o in uno dei molti disturbi dell'alimentazione).
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