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Troppo e troppo poco, applicato ai nostri atti quotidiani, nuocciono entrambi alla salute: se ne scrive nel primo articolo. Guardare e vedere sono due atti molto diversi: il primo è meccanico, mentre il secondo richiede la presenza di un osservatore attento; si esplora il tema nel secondo articolo. Per concludere 'Una storia zen' narra della possibilità di vivere le esperienze della vita senza rimanerne travolti. Buona lettura!
• Fà male il troppo e il troppo poco
La salute, come la virtù, sta nel mezzo tra il troppo e il troppo poco.
Il troppo e il troppo poco sono qui riferiti ai comportamenti di ognuno rispetto ad atti che vengono ripetuti quotidianamente e che riguardano l'alimentazione, il lavoro, il riposo, la sessualità, l'attività mentale e quella emozionale.
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• Dal guardare al vedere
"Noi guardiamo molto: guardiamo attraverso lenti, telescopi, televisione... Il nostro guardare viene perfezionato ogni giorno – ma vediamo sempre di meno.
Mai come oggi è più importante parlare che vedere... Noi siamo spettatori, guardiamo passivamente... Siamo 'soggetti' che guardano 'oggetti'.
Applichiamo rapidamente etichette su ogni cosa; etichette, applicate una volta e per sempre. Attraverso queste etichette riconosciamo ogni cosa ma non vediamo più niente". (Frederick Frank, The zen of seeing)
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• Ah sì?
Una storia Zen
Il maestro di Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita. Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta.
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