Energia per la vita

Curarsi con l'Agopuntura a Milano

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Indice
Introduzione
Antica tradizione e cultura scientifica moderna
Medicina occidentale e agopuntura
La medicina integrata

Medicina occidentale e agopuntura:
problemi di metodo

Le critiche più importanti mosse dalla medicina “scientifica” a chi pratica l'agopuntura sono di vantare successi mai sottoposti a esperimenti terapeutici controllati e di non utilizzare valutazioni statistiche.

La medicina occidentale moderna, o bio-medicina, è nata nel secolo scorso, quando sono iniziate ricerche sistematiche sulla struttura e la funzione dell'organismo umano, sano e malato. Si è ripetutamente osservato che le teorie biologiche, formulate nel corso delle ricerche scientifiche, non possono essere applicate direttamente, pena l'insuccesso, nella pratica clinica. Le ragioni sono almeno due: la prima è che molte delle teorie fino ad oggi elaborate sono ancora incomplete, la seconda è legata all'esistenza della variazione biologica, per cui ogni individuo ha una sua specificità.

La pratica clinica, pertanto, non può essere considerata semplicemente medicina biologica applicata. Per risolvere i problemi clinici si è reso necessario un approccio empirista: si è dovuto ricorrere agli esperimenti terapeutici controllati. Essi offrono come risultato una verità statistica, la quale dice al clinico, per esempio, quale percentuale di guarigione offre una certa terapia o con quale probabilità una data diagnosi potrà essere veritiera in un certo paziente.

I medici cinesi tradizionali praticano una medicina che è razionale e realistica: la loro conoscenza, cioè, deriva sia dalla ragione che dai sensi. Il modello scientifico da cui derivano il loro sapere vanta una storia lunga qualche millennio; nel corso di questo tempo l'elaborazione teorica ha potuto svilupparsi pienamente.

Per queste ragioni la medicina cinese ritiene di poter dedurre i dettami pratici direttamente dalla teoria. E, interessata com'è al malato più che alla malattia, si chiede quale importanza abbia sapere che una terapia è efficace nel 90% dei casi, se risulta del tutto inadeguata per il suo paziente che fa parte del rimanente 10%.

Chi pratica la medicina tradizionale è ben consapevole delle variazioni biologiche e ne tiene conto nella scelta della terapia. Questa è sempre assolutamente mirata su quel paziente e non un altro; è, inoltre, passibile di variare per lo stesso individuo, non appena la prima terapia avrà indotto una modifica dei suoi disturbi.

In aggiunta, poiché il medico di formazione cinese tradizionale reputa che corpo e mente interagiscono tra loro - in quanto fatte della stessa sostanza - la sua vera convinzione è che meritano attenzione e rispetto non solo i disturbi anatomici o fisiologici - verità oggettiva - ma anche il modo in cui il paziente si pone in relazione alla malattia - verità soggettiva -, associata all'io e diversa da individuo a individuo.


 

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