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Pieni di cibo, fino al ristagno Stampa la pagina E-mail

Il ristagno di cibo è una condizione assai frequente e contribuisce abitualmente all'nstaurarsi del tanto diffuso e mal sopportato  sintomo della distensione addominale  e non solo.

All'instaurarsi  del ristagno di cibo contribuiscono, in varia misura, i seguenti fattori:
  1. il mangiare una quantità di cibo maggiore di quella che si è in grado di digerire  e questo ostacola il processo digestivo, sia  che il cibo ingerito sia troppo in modo assoluto, sia che lo sia relativamente alle proprie ridotte capacità digestive;
  2. oltre che il mangiare troppo  e/o troppo spesso, anche l'alimentarsi ad orari irregolari o troppo tardi di sera indeboliscono la capacità digestiva di Milza e Stomaco, e ne deriva che il cibo ristagna nell'apparato digerente;
  3. il consumo abituale di alimenti crudi e/o di natura fredda indeboliscono l'energia e lo yang di Milza;
  4. l'uso abituale di alimenti ricchi di grassi e riscaldanti sono di diffice digestione e  causano l'accumulo di Umidità Calore negli Intestini;
  5. mangiare e contemporaneamente discutere di lavoro o comfrontarsi in famiglia su temi emotivamente carichi.
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Porcellana di Cina a decoro Famiglia grigio. Cina Dinastia Qing, Qianglong (1736-1795 d.C.)

Il ristagno di alimenti è già di per sé una condizione patologica e può anche preludere all'insorgenza di molti altri disturbi, che si potranno instaurarsi lentamente nel tempo. Il ristagno di cibo nello Stomaco è una condizione molto diffusa nei paesi occidentali; le persone si abituano a  questo comune e insidioso disturbo,  tendono a conviverci e ad ignorarlo e in alcuni casi neanche sono consapevoli dei sintomi con cui si manifesta: gongiore addominale, alito cattivo, eruttazioni e/o flatulenze, cefalea frontale, inappetenza e nausea.
Quando si hanno "gli occhi più grandi della pancia" si tende a mangiare di più di quanto si è in grado di digerire. Si può mangiare per molte ragioni diverse dal soddisfare il bisogno di nutrimento del corpo. Può capitare quando non si presta attenzione alle sensazioni corporee ma soltanto ai bisogni della psiche. Si mangia perché si è inquieti, nervosi, inappagatio frustrati e non perchè si avverte lo stimolo della fame.

Contribuisce a questo stato di cose anche il fatto che le abitudini alimentari che conducono al ristagno del cibo nello Stomaco sono divenute automatiche al punto di  non rendersene conto; in altri casi questi sintomi vengono considerati per lungo tempo normali e ci si convive fino ad un  peggioramento inaccettabile. I limiti tra il disagio inconscio e quello conscio sono del tutto individuali.

L'abituale sovraccarico di Milza e Stomaco fa sì che la capacità di questi organi di digerire i cibi ingeriti venga messa a dura prova, innescando un serie di disfunzioni dannose. Innanzitutto gli alimeni ingeriti tendono a rimanere a lungo nello Stomaco anzicchè essere sospinti negli intestini, per cuiil cibo va inconto a processi di fermentazione e decomposizione, si può anche produrre calore che accelera la putrefazione. La compromessa attività funzionale di Milza e Stomaco porta all’accumulo di Umidità, che ristagnando, a sua volta, si trasforma in mucosità.

Si pongono così le basi di diverse sindromi patologiche, caratterizzate dall'associazione di condizioni di deficit di energia corretta e di pienezza di fattori patogeni.

 

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