La cefalea acuta di origine esterna è dovuta alla penetrazione del Vento esterno nella parte superiore del corpo. Il Vento si comporta da vettore che facilita la penetrazione di altri fattori climatici, dando origine al Vento-Freddo, al Vento-Calore e al Vento-Umidità.
Le cefalee di orgine esterna da presenza di fattori climatici
Queste cefalee,
che sono per definizione di tipo 'pienezza' di fattore patogeno, comprendono:
- la cefalea da Vento-Freddo
- la cefalea da Vento-Calore
- la cefalea da Vento-Umidità
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Pablo Picasso, il sogno, 1935
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1. Cefalea da Vento Freddo
Si osserva più frequentemente nelle stagioni fredde. Il fattore patogeno
del Freddo penetrato nel corpo a livello della nuca, del collo o delle
spalle indurisce e contrae i tendini; rallenta la circolazione locale di
energia e provoca così la comparsa del dolore, che è localizzato alla
nuca con irradiazione al dorso.
Nei casi più gravi vi possono essere anche dolori generalizzati a tutto
il corpo.
La cefalea insorge acutamente; il dolore severo ma passeggero
s'accompagna a rigidità; vi è anche timore del vento e del freddo,
brividi e talora febbre, assenza di sete, desiderio di coprirsi
(cappello e sciarpa!). In taluni casi può esserci anche tosse, rinorrea,
dispnea.
La lingua ha una patina bianca; il polso è superficiale e duro.
La terapia si attua attraverso la ‘dispersione’ del Vento Freddo
dalla superficie, e l’eliminazione dell'ostruzione dei meridiani.
Si ricorre a tale scopo all’associazione di varie tecniche terapeutiche:
agopuntura, moxibustione e fitoterapia cinese .
2. Cefalea da Vento Calore
Il Calore ostruisce gli orifizi del viso (naso, occhi, orecchie) e
provoca dolore di tipo distensivo, avvertito nell'interno del capo.
La cefalea è violenta, s'accompagna a febbre e sudorazione, viso
arrossato, gola e bocca asciutta, sete di bevande fredde, occhi
congesti, oliguria e stipsi.
La lingua è rossa in punta e ai fianchi, con induito lieve giallo; il
polso è superficiale e rapido.
Questo tipo di cefalea viene trattato attraverso la
‘dispersione del Vento’. Si ricorre per fare questo all'agopuntura e
alla fitoterapia cinese.
3. Cefalea da Vento Umidità
(Può in aggiunta essere presente anche il Freddo oppure l' Umidità Calore propria dell'estate)
Il Vento Umidità penetrato nei meridiani del viso impedisce allo ‘yang
puro’ di salire alla testa e allo ‘yin torbido’ di scendere.
Si avverte per questo una sensazione di stordimento come se la testa
fosse avvolta in un drappo; vi è difficoltà a concentrarsi; queste
sensazioni peggiorano con il tempo umido.
La cefalea di tipo distensivo si associa ad avversione al freddo, brividi, sensazione di peso in
tutto il corpo, e rinorrea con secrezioni acquose.
L'induito linguale è bianco e il polso è scivoloso e ampio.
Se l'Umidità si accompagna al Calore si avverte sensazione di corpo
febbricitante, abbondante traspirazione, sensazione di distensione al
torace e all'epigastrio, sete senza desiderio di bere, inappetenza,
urine giallo carico.
L'induito linguale diviene sottile e giallo; il polso rapido e molle.
Se l'umidità esterna é associata ad Umidità interna, la cefalea tende a
cronicizzare.
Il trattamento è orientato a 'liberare l'esterno', 'espellere il
vento', 'risolvere l'umidità' e 'rimuovere l'ostruzione dai meridiani'
mediante l'agopuntura e la fitoterapia cinese.
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