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Molte persone temono l'arrivo di primavera ed estate perché con esse
arrivano le allergie. Questi disturbi, e tra essi la rinite allergica,
sono dovute a una iperreattività del sistema immunitario ad alcuni
allergeni.
La medicina occidentale, come è noto, ricerca l'allergene in causa e attua la desensibilizzazione; e ricorre, come terapia generale, agli antistaminici, e ai cortisonici. La desensibilizzazione è una procedura lunga e mai risolutiva perché gli allergeni cui la persona allergica si sensibilizza mutano nel tempo; d'altra parte, la terapia con antistaminici e cortisonici è, oltre che puramente sintomatica, carica di effetti collaterali spiacevoli e anche seriamente dannosa per la salute se protratta nel tempo.
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Pendenti di giada in forma di cervo. Dinastia Shang (1500-1050 a.C.), Collezione privata
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La rinite allergica è una delle patologie in cui la medicina cinese si propone come una valida ed efficace terapia alternativa o complementare alla desensibilizzazione.
L'agopuntura - da sola o in associazione con la dietetica e la fitoterapia - tratta la radice della malattia e non solo il sintomo. Il risultato ultimo è una riduzione fino alla scomparsa della reattività anomala (eccessiva) del soggetto agli allergeni.
Occorre distinguere nella patogenesi la forma acuta da quella cronica.
Gli attacchi acuti di rinite allergica, in base alle manifestazioni cliniche - insorgenza improvvisa e localizzazione a naso, occhi e gola - può essere classificata, secondo la medicina tradizionale cinese, come provocata dai fattori climatici che divengono patogeni; i fattori climatici in gioco sono il Vento, che di comporta da vettore e tende ad associarsi al Freddo o al Calore.
La forma cronica della malattia ha le sue radici primarie in una deficit dell'energia corretta dell’organismo. Può trattarsi di
- un deficit di energia difensiva,
- debolezza dell'energia dell'organo Polmone,
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debolezza dell'energia dell'organo Milza Pancreas
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e/o debolezza dell'energia dell'organo Rene.
Nelle forme di rinite cronica, può coesistere il deficit di una delle forme di energia corretta con la presenza di fattori patogeni climatici, che si comportano da cofattori scatenanti la riattivazione della sindrome cronica.
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