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La fame vera e quella falsa sono da molti facilmente confuse. La sensazione di fame è la modalità utilizzata dal corpo per ricordarci che è tempo di mangiare al fine di rifornirlo dei nutrienti necessari a soddisfare i bisogni metabolici del corpo.
Il desiderio di cibo, che insorge anche a stomaco pieno è falsa fame ; è un bisogno che sorge da un piano
mentale o emozionale e non è lì per soddisfare una richiesta fisiologica del corpo, ma risponde in modo distorto alla pulsione della psiche di 'avere' qualcosa che colmi un suo vuoto . Aver voglia di questo o quel cibo non equivale a sentire la
fame, anche se a volte siamo confusi su questo fatto.
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Consigli terapeutici per vari problemi intestinali. Stampa colorata su papito. Giappone, c.1870. Museo nazionale di etnologia, Leiden, Olanda
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Chi si lascia condurre dai desideri che nascono dentro di sé come pensieri o immagini mentali soddisfa la falsa fame; solo se si presta attenzione al linguaggio del corpo e si sente la fame dentro lo stesso corpo non ci si lascia confondere.
Alcuni identificano il forte desiderio di un certo alimento, in genere
di sapore deciso, con una precisa richiesta da parte del corpo del dolce,
del salato o del piccante… Così ci si inganna: in
realtà è la consuetudine a mangiare alimenti fortemente
caratterizzati, in termini di sapore e natura,
a determinare una nociva dipendenza da sapori sempre più forti; essi provocano danni di varia natura. Infatti, a seconda del sapore e della
natura degli alimenti che si tende a preferire, potranno insorgere disturbi
caratterizzati da presenza (patologica) di Calore, di Freddo, di Secchezza o da
ristagno di Umidità.
E' solo l'alimentazione abitualmente improntata all'assunzione di alimenti di sapore moderato e natura neutra che mantiene la salute e il buon funzionamento degli organi digestivi e impedisce l'insorgenza di disturbi da accumulo di fattori patogeni interni.
Inoltre, se mangiamo non per fame ma per soddisfare un bisogno che
nasce nella psiche, chiediamo al corpo di digerire quando non è pronto
a farlo; ne consegue il ristagno di cibo nello Stomaco e negli Intestini di
alimenti non completamente digeriti o l'accumulo di materiale di scarto nei
tessuti corporei e negli organi (liquidi, mucosità…).
La tabella seguente illustra, a grandi linee, come è possibile discriminare la vera dalla falsa fame.
Vale perciò la pena di sentire in che stato ci troviamo sul piano
mentale ed emozionale, quando avvertiamo un improvviso bisogno di
questo o quel cibo. Sarà facile notare che probabilmente il desiderio
nasce dal tentativo inconscio di colmare un senso di vuoto o per
calmare il senso di ansia, di frustrazione, di solitudine o di paura, emozioni e feeling che talora ci assalgono, ma che non vogliamo sentire.
Al momento il cibo
sembra placare l’inquietudine, qualunque origine essa abbia. Ma, a rifletterci, risulta subito evidente che il cibo, utile e necessario a
nutrire il corpo affamato, non può dare un vero sollievo allo stress,
né giovare a risolvere i conflitti emozionali.
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