Energia per la vita

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Studio di Agopuntura e Medicina Cinese


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I ricostituenti Stampa la pagina E-mail

La farmacoterapia cinese comprende un gruppo di rimedi finalizzati a preservare la salute, ma anche a riconquistarla, dopo eventi, vuoi fisiologici - parto, mestruo abbondante, adolescenza -, vuoi patologici - malattie prolungate, debolezze costituzionali, invecchiamento precoce. Gli eventi citati sono puramente esemplificativi, gli stessi, tra l'altro, possono accompagnarsi a condizioni francamente patologiche.

Ipotizziamo che una persona sia clinicamente sana ma avverta un decadimento della qualità della sua vita, una diminuzione delle sue prestazioni e della sua vitalità. Potrebbe essere questo il caso in cui è corretto assumere "qualcosa", vale a dire rimedi in grado di "proteggere la vita" per dirla alla cinese.


Di che si tratta? Le farmacie ma anche le erboristerie esibiscono prodotti cosiddetti "da banco", vale a dire venduti al pubblico su richiesta o su consiglio dell'esperto di tali prodotti presente in farmacia, senza prescrizione medica.

Tra tutti il più famoso è il ginseng (renshen) seguito a ruota dalle corna di cervo (lurong), l'acanthopanax (wujashen o wuchaseng), l'astragalus (huang qi), e ancora il polline, il fungo ganoderma lucidum (lingzhi), angelica sinensis (danggui) e varie combinazioni degli stessi.

 

Radice essiccata di ginseng selvatico
Radice essiccata di ginseng selvatico.

Tutti i rimedi citati, ognuno con caratterizzazioni proprie, sono medicine, naturali e non di sintesi, ma tuttavia medicine; se per "ricostituente" intendiamo una sostanza capace di favorire la ricostituzione del patrimonio energetico dell'individuo essi lo sono.
Ma più è forte la loro potenza terapeutica, più esiste la possibilità che assunti con l'indicazione sbagliata, in dosi eccessive, in modo protratto o ripetuto possano, anzicché giovare, creare danno.

Consideriamo uno per tutti, quello che è il rimedio tonificante più potente e famoso: il renshen, comunemente noto come ginseng.
Il Ben Cao Cong Xin, opera di materia medica pubblicata nel 1757 lo descrive come segue: "Renshen, dolce e tiepido, leggermente amaro; è tonico maggiore dell'energia del polmone, disperde il fuoco e le preoccupazioni; genera i liquidi organici e calma la sete; sviluppa l'intelligenza, accresce la saggezza; migliora l'udito e la vista; calma la mente, fa cessare la paura e le palpitazioni; fa circolare il sangue; riduce le mucosità e gli edemi;" e più avanti continua "nelle malattie rilevanti della medicina interna, nelle carenze di sangue conseguenti al deficit di energia".

Si può facilmente capire che siamo di fronte ad un tonico maggiore dell'energia. Assunto a sproposito può determinare lo sviluppo di effetti secondari non desiderabili che si configurano come "Sindrome da abuso del ginseng". Compaiono sintomi vari, tra cui: ipertensione, nervosismo, insonnia, eruzioni cutanee, diarrea mattutina, talora edemi. La comparsa di uno o più di questi sintomi, tutti aggravati dall'assunzione di caffè o tè, dipende da fattori individuali, dal tipo di preparazione - decotto, distillato, pillole, tinture - e dal tipo particolare di ginseng - selvatico, coltivato, bianco, rosso, americano.

Che fare dunque? Sì a questo tipo di ricostituente, a patto che, fuori dalla prescrizione medica, ci venga consigliato da una persona competente. Se la risoluzione del problema per cui si è deciso di assumerlo tarda a venire è necessario sospenere il trattamento e rivolgersi al medico esperto di farmacoterapia cinese, ricordando che non tutti gli agopuntori lo sono.

 

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