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Tutti conosciamo gli effetti della musica sulle nostre emozioni, ora i neuroscienziati ci spiegano cosa accade nel nostro cervello. Gli studi condotti negli ultimi decenni, hanno dimmostrato che la musica stimola varie regioni del cervello, comprese quelle responsabili delle emozioni, della memoria, del controllo motorio, del senso del tempo e del linguaggio.
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Concerto a Palazzo, Dinastia Tang, Cina |
"È come se il cervello fosse sul fuoco quando ascolti la musica” dice Istvan Molnar-Szakacs, un neuroscienziato dell'Università di California, Los Angeles. “Utilizzando le immagini cerebrali, gli studi hanno dimostrato che l'ascolto della musica attiva più aree cerebrali di qualsiasi altro stimolo conosciuto".
La musica esplica il suo maggiore effetto sul sistema limbico, l'area emozionale per eccellenza del cervello. Lì, la musica virtualmente induce cambiamenti interessanti tutte le aree cerebrali responsabili della regolazione emozionale, come descritto dal neuroscienziato Stefan Koelsch della Freie Universität di Berlino nel numero di marzo di Trends in Cognitive Sciences.
La musica automaticamente coinvolge le aree essenziali del piacere e del premio, le stesse che vengono attivate quando si mangia il cioccolato o si fà sesso.
Koelsch e altri stanno utilizzando ora la musica per studiare come il cervello risponde ad emozioni come la tristezza, la gioia, il desiderio, l'ammirazione. Alcune di queste emozioni, così facilmente sentite in risposta alla musica, sono altrimenti difficile da evocare in condizioni sperimentali.
Gli scienziati dicono che, l'uso della musica per studiare e stimolare i circuiti emozionali del cervello potrebbe condurre a nuove terapie capaci di trattare un ampio spettro di disordini emozionali, come la depressione, l'ansietà e i disordini da stress pot-traumatico. Comprendendo come la musica attiva e coordina i vari meccanismi emozionali nel cervello. Gli scienziati possono scoprire come riconnettere parti del cervello compromesse dalle malattie o traumatizzate, oppure fornire deviazioni per le regioni cerebrali danneggiate o malfunzionanti.
Malgrado la lunga lista di potenziali benefici per la salute e la felicità, Koelsch sostiene che la profonda e complessa esperienza connessa all'ascolto della musica è un fenomeno sociale prim'ancora che individuale. La musica sarebbe un collante sociale. "Gli umani", dice Koelsch, "sono animali sociali e la musica in modo automatico fornisce conoscenza sociale, comunicazione e cooperazione". "La musica", continua "è particolarmente efficace nello stabilire un senso di unità, di appartenenza e fiducia tra gli individui; non dico che lo faccia sempre, ma può essere molto potente quando lo fà".
In un prossimo futuro, più ancora che nel passato, grazie ai risultati degli studi di neuroscienze in corso potranno essere sviluppati nuovi tipi di musicoterapia per trattare persone affette da attacchi di panico, di ansietà e depressione. Ascoltando specifici programmi musicali per 30 minuti al giorno, cinque giorni alla settimana, si potrà indurre nel cervello un miglioramento dell'umore.
Già oggi, le persone che soffrono di ipertensione e tachicardia sentono i benefici indotti dall'ascolto della musica calmante.
Se il potere terapeutico della musica è facilmente apprezzato dalle persone normali, i suoi effetti benefici potrebbero essere ancor più marcati su quelle affette da autismo nel discriminare le emozioni proprie e quelle altrui.
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