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La fitoterapia, è come la dietetica terapeutica, una terapia interna alla quale si ricorre tutte le volte che si è di fronte a una patologia, definita da un preciso quadro di segni e sintomi, le cui radici sono connesse:
- a una carenza di energia corretta (specialmente della componente yin dell’energia);
- alla penetrazione di un fattore patogeno esterno (climatico, batterico o virale) in profondità, all’interno del corpo;
- a una disarmonia creata da un fattore patogeno interno (emozionale, da accumulo di tossine del Calore, dell’Umidità e delle mucosità; o da ristagno di sangue).
 | Armadietto portatile di medicine. Sui cassetti sono scritti i nomi di 130 rimedi erboristici. Museo Naito di Scienze farmaceutiche e Industria, Gifu. | In tutti questi casi l’agopuntura non basta. La fitoterapia cinese è stata introdotta in Italia da poco più di vent’anni; in Cina, invece, ha una storia documentata di quasi duemila anni. Tratta con successo anche patologie croniche, a carico di vari tessuti e apparati, curando la radice della malattia, prima ancora che i sintomi e segni esteriori.  | Utensile di porcellana usato per polverizzare le erbe. Cina, Dinastia Tang (618 -907 d. C.). Sanmenxia, provincia di Henan. | Più che nella pratica dell’agopuntura, è indispensabile attuare il trattamento fitoterapico sulla base di una diagnosi corretta, capace di fotografare esattamente il quadro energetico del paziente. I preparati fitoterapici utilizzati in Italia vengono preparati in occidente, in accordo con le Norme di Buona Fabbricazione, a partire da sostanze importante dalla Cina, sottoposte all’origine a controlli farmacognostici e certificati rispetto al contenuto in pesticidi, fungicidi, metalli pesanti e radioattività.
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