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Postato da il Giu 13, 2017 in Lo sai che | 0 commenti

L’attività fisica e suoi influssi sul cervello

L'attività fisica e suoi influssi sul cervello

È universalmente noto che i benefici dell’essere attivi va ben oltre la forma fisica, dalla riduzione del rischio di ammalarsi al miglioramento del sonno e dell’umore. L’attività fisica tonifica la funzione cognitiva, rafforza la memoria e protegge la capacità di pensare.

Ma la visione può anch’essa migliorare? Sembra di si.
Incuriosito dalle recenti scoperte secondo cui la frequenza di scarica neuronale nelle regioni del cervello di topi e mosche associate con l’elaborazione visiva, cresce durante l’attività fisica, gli psicologi Barry Giesbrecht and Tom Bullock dell’Università della California a Santa Barbara, vollero conoscere se questo vale anche per il cervello umano.
Per scoprirlo, hanno pianificato un esperimento usando misure di carattere comportamentale e tecniche di neuroimaging per esplorare i modi in cui brevi periodi di esercizio fisico si ripercuotono sul rendimento umano e sulla sottostante attività nervosa. I ricercatori hanno scoperto che l’esercizio fisico di bassa intensità rafforza l’attivazione nella corteccia visiva, quella parte della corteccia cerebrale che gioca un ruolo importante nella elaborazione delle informazioni visive. I loro risultati sono stati pubblicati nel Journal of Cognitive Neuroscience.

Giesbrecht,  professore del UCSB’s Department of Psychological and Brain Sciences e co-autore, ha detto: “Abbiamo dimostrato che l’aumentata attivazione, che è ciò che chiamiamo eccitamento, cambia il modo in cui le informazioni vengono fornite, ed è molto più selettivo. Ciò è importante per capire come quella informazione verrà usata poi in modo che potrebbe essere differente. Esiste un interessante collegamento ibrido che dimostra che questi effetti dell’eccitazione potrebbero avere conseguenze simili su come l’informazione visiva viene elaborata. Ciò implica l’evoluzione di qualcosa che potrebbe in qualche modo fornire un vantaggio competitivo.”

L'attività fisica e suoi influssi sul cervello

Per indagare come l’esercizio influenza aspetti diversi della funzione cognitiva, gli investigatori hanno coinvolto 18 volontari. A ognuno di loro è stato fatto indossare un monitor senza fili per la registrazione della frequenza cardiaca e un cappello per la registrazione dell’EEG, contenente 64 elettrodi. Stando su una bicicletta ferma, i partecipanti hanno eseguito un semplice compito di discriminazione basata sull’orientamento usando stimoli ad alto contrasto composti da barre alternate bianche e nere presentate in uno dei nove orientamenti spaziali.

I compiti dei partecipanti vennero svolti sia a riposo che durante una fase di attività, sia leggera che intensa. I dati riguardanti le registrazioni dell’attività cerebrale dei partecipanti vennero inseriti in un modello di calcolo capace di analizzare le risposte dei neuroni localizzati nella corteccia visiva e stimolati, sia nella fase statica che dinamica.
Questo approccio permise ai ricercatori di ricostruire quanto numerosi fossero i neuroni che nella corteccia visiva venivano coinvolti in relazione ai diversi orientamenti dello stimolo. I ricercatori furono in grado di generare “curve di sintonizzazione“, che valutano in che misura i neuroni rappresentano i diversi orientamenti dello stimolo.
Bullock ha commentato: “Abbiamo scoperto che la risposta di picco cresce durante l’esercizio di bassa intensità e che la curva si restringe, suggerendo una riduzione della banda. Questi due fatti insieme fanno pensare che questi neuroni possano essere più sensibili allo stimolo quando l’esercizio svolto è di bassa intensità.”

Da un punto di vista generale, questo studio sottolinea l’importanza dell’esercizio fisico. Il ricercatore Giesbrecht ha concluso dicendo: “In effetti, i benefici di brevi periodi di esercizio potrebbero fornire un modo migliore e attuabile per influenzare l’elaborazione delle informazioni – rispetto, per dire, ai programmi di allenamento cognitivo o alla meditazione – e in un modo non legato a un compito specifico.” (Science daily, February 13, 2017)

 

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