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Esistono tre riunioni interne e tre riunioni esterne di cui tenere conto nella pratica del qigong: esse sono tra loro strettamente correlate, come lo yin è in relazione con lo yang e la terra con il cielo.
Le tre riunioni interne
- Riunione dello spirito con il pensiero 1: il creare uno stato di calma della mente e di tranquillità dello spirito permette di rivolgere in modo rilassato l'intenzione su ciò che è oggetto dell’allenamento (movimenti del corpo, respirazione, conduzione dell’energia, etc.).
- Riunione del pensiero con l’ energia: essendo lo spirito calmo e l'attività mentale concentrata e non dispersa in mille rivoli, si è in grado di sentire la circolazione dell'energia e di indirizzarla mentalmente verso gli organi interni o dovunque ci sia bisogno di nutrizione.
- Riunione dell’energia con la forza: quando l'energia, che è una forza interiore, circola liberamente, il suo effetto manifesto è la potenza associata ad armonia che si esprime nei movimenti del corpo, nello splendore dello sguardo, nell'efficacia del gesto.
Monaci Shaolin praticano l'arte del combattimento a mani nude
Le tre riunioni esterne
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Riunione di mani e piedi (mani e piedi si corrispondono)
- Riunione di gomiti e ginocchia (gomiti e ginocchia si corrispondono)
- Riunione di spalle e anche (spalle e anche si corrispondono)
La comprensione dell’importanza di rispettare questo tipo di assetto posturale nella pratica del qigong, è fondamentale perché l'energia fluisca senza intoppi attraverso le articolazioni e l'esercizio possa sviluppare tutta la sua efficacia e potenza.
Il risultato della applicazione delle tre riunioni interne ed esterne nella pratica è, a livello fisico, quello di armonizzare l'esterno con l’interno, l'alto con il basso, il lato destro e sinistro del corpo. A livello mentale, l'obiettivo è quello di ottenere uno stato di calma, prerequisito necessario per la presenza dello spirito/shen.
Il significato ultimo delle tre riunioni interne ed esterne è quello di ottenere che l’energia circoli dappertutto, all’interno e all'esterno del corpo, senza ostacoli, in uno stato di coscienza vigile e al tempo stesso rilassato.
In tali condizioni, si ottiene che sia il qigong a plasmare il praticante, senza sforzo alcuno da parte di questo.
Note
1. Secondo la medicina cinese, l’attività mentale, incluso lo stato emozionale, la coscienza, la memoria e l'attività di pensiero sono governati dall’organo Cuore /xin e corrispondono, perciò in una prospettiva moderna all'attività del cervello. Se si registra un elettroencefalogramma (EEG) durante la pratica del qigong, quando l'attenzione vigile è rivolta su un particolare oggetto di osservazione, compaiono sul tracciato onde alpha (8-13 hz) o addirittura onde theta (4-8 hz), se il praticante, benché totalmente sveglio, si trova in uno stato di completo rilassamento di mente, corpo, emozioni. Nello stato di veglia e di normale attività mentale, le onde registrate in un EEG sono di tipo beta (13-26 Hz), quindi più rapide: esse denunciano la predominanza assoluta dell'attività di pensiero. Si è osservato, dunque, che con il rallentamento dell’attività mentale, rallenta anche la frequenza delle onde cerebrali.
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