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Basta. Basta, almeno finché non avremo capito cos'è che non va nel rito delle diete.
Ci sottoponiamo ad esse come ad un processo di purificazione prima dell'estate, prima dell'autunno e ancora a primavera e tutte le volte che la bilancia denuncia le nostre sregolatezze. Cos'è che non va in noi per indurci periodicamente a riaffrontare il medesimo problema? O forse qualcosa non va nelle diete? Quelle particolari diete cui ricorriamo convinti di recuperare la nostra snellezza e con questa una fantomatica forza ed efficienza?
Riteniamo ormai tutti, convinti da una pubblicità mistificante, che queste cose sono necessarie per ottenere l'approvazione e il diritto di essere ammessi a pieno titolo nella nostra società di "forti, belli e magri".
Facciamo insieme qualche riflessione per non andare incontro all'ennesima delusione. Delusione, certo, e anche frustrazione, perché a quasi tutti accade, dopo aver seguito con sacrificio una qualsiasi dieta dimagrante di recuperare pian piano tutti i chili persi e forse qualcuno di più. Albert Stunkard, uno psicologo americano, poco più di trenta anni fa, riesaminò tutti gli studi fino allora fatti sulle cause e sul trattamento dell'obesità e così sintetizzò le sue conclusioni: “La maggior parte delle persone obese interrompe prematuramente il trattamento; di quelle che restano in cura la maggior parte non perde peso ed un alto numero di pazienti che perdono peso lo recuperano in seguito”.
Questa valutazione resta tuttora valida.
Un terzo della popolazione italiana pesa troppo e, analogamente, negli altri paesi occidentali il problema dell'obesità ha dimensioni così vaste da avere rilevanza anche a livello governativo. Per questa ragione siamo invitati ogni giorno e in maniera assillante a dimagrire. L'offensiva contro i nostri chili di troppo è condotta contemporaneamente su più fronti.
La ricerca medica, che ha indagato negli ultimi anni sull'obesità, indica sempre più chiaramente questa condizione come un importante elemento di rischio favorente l'insorgenza di svariate malattie come l'arteriosclerosi, il diabete, la pressione alta, le malattie di cuore, le alterazioni delle articolazioni e molte altre condizioni patologiche. D'altra parte troviamo alleati tra loro nella lotta contro le taglie forti gli stilisti, gli igienisti e, non ultimi, i formatori di opinione pagati dall'industria degli alimenti dietetici. E, poiché per la maggior parte di noi, lo stimolo a dimagrire parte non dal desiderio di godere di una salute migliore ma dalla speranza di avere un fisico più attraente, è a questo secondo tipo di invito che aderiamo. Obesità è una parola derivata dal latino ‘obedere’, che letteralmente vuoi dire mangiare in eccesso. Non è sempre vero. Non sempre la persona in sovrappeso mangia troppo; più spesso le sue abitudini alimentari sono inappropriate.
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