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Postato da il Mag 2, 2017 in Senza categoria | 0 commenti

Il consumo quotidiano di tè può proteggere gli anziani dal rischio di declino cognitivo

Il consumo quotidiano di tè può proteggere gli anziani dal rischio di declino cognitivo

Una tazza di tè al giorno può prevenir la demenza, e questo vale particolarmente per le persone geneticamente predisposte a questa malattia invalidante. Questo risulta da uno studio condotto dal Prof. Feng Lei del Dipartimento di medicina psicologica presso la National University of Singapore’s (NUS) Yong Loo Lin School of Medicine.

Lo studio longitudinale¹, che ha coinvolto 957 cinesi anziani dai 55 anni in su, ha scoperto che il consumo regolare di tè riduce del 50% il rischio di declino cognitivo, mentre i portatori di Apolipoproteina E (ApoE) sono geneticamente a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer possono giungere fino a una riduzione dell’86% del rischio di declino cognitivo. Il gruppo di ricerca ha scoperto anche che il ruolo neuro-protettivo del tè non è limitato a un particolare tipo di tè – verde, nero, oolong – purché le foglie siano state sottoposte a fermentazione.

Il Prof. Feng Lei ha spiegato: “Benché lo studio sia stato condotto su anziani di origine Cinese, i risultati sono estensibili anche alle altre razze. Nonostante l’elevata qualità della ricerca clinica, una terapia farmacologica efficace per i disordini neuro-cognitivi, come la demenza – rimane insoddisfacente e anche le attuali strategie preventive sono tutt’altro che soddisfacenti.



Il tè è una delle bevande più diffuse al mondo.
I risultati del nostro studio suggeriscono che una misura semplice ed economica riguardante lo stile di vita, come lo è il bere quotidianamente il tè può il ridurre il rischio di una persona di sviluppare negli anni della vecchiaia disordini neuro-cognitivi.
Secondo le attuali conoscenze, questo beneficio a lungo termine del tè, sarebbe dovuto ai composti bio-attivi presenti nelle foglie, come catechine, teanine, teaflavine, tearubigine. Queste componenti hanno un potenziale antinfiammatorio e antiossidante e altre proprietà bio-attive che possono proteggere il cervello dal danno vascolare e neuro-degenerativo. La nostra comprensione dei meccanismi biologici dettagliati è ancora molto limitata per cui abbiamo bisogno di altre ricerche per giungere a risposte definitive.”

In questo studio, i dati sul consumo del tè vennero raccolti dai partecipanti nel periodo compreso, a partire dal 2003 – 2005. A intervalli regolari di due anni, questi anziani vennero valutati per quanto riguarda le loro funzioni cognitive, usando metodiche standardizzate, fino al 2010. Vennero anche raccolte informazioni su stile di vita. Condizioni mediche, attività fisiche e sociali. I fattori che potevano potenzialmente creare confusione vennero attentamente controllate con modelli statistici per assicurare la solidità delle scoperte. Il gruppo di ricerca ha pubblicato i propri risultati nel December 2016 sulla rivista scientifica The Journal of Nutrition, Health & Aging.
(Science daily, March 16, 2017)

NOTA
¹
. Studio longitudinale: è uno studio che si realizza con dati ottenuti nel susseguirsi del tempo e può essere retrospettivo o prospettico.

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