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Dei sette giorni della settimana quello che preferisco è la domenica.
La domenica, per me, è una costante sfida. Dal lunedì al sabato la mia vita è abbastanza incanalata, e anche se a volte vorrei o non vorrei fare qualcosa, molto spesso debbo, il che mi libera dalla facoltà di scelta. La domenica, invece, non è altro che l’estemporaneo, un bene temporale che non posso demandare a nessuno, se non a me stesso.
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Io mi riposo
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Succede, come mi immagino capiti a molti, che la pigrizia, o l'iperattività, ci spinga allora verso uno dei due estremi, ma questa non è che una dichiarazione d'intenti, a cui serve molta fantasia per trasformarsi in pratica. Ecco, dunque, la sfida. Che decida di coccolarmi o di mettere a ferro e fuoco la città, al capriccio del desiderio devo aggiunger sostanza. Ed è qui che la fantasia e l’ascolto dei miei bisogni viene fuori, faticosamente, per carità, ma educando il mio io a dichiararsi.
Non esiste una regola, non ci sono schemi. A volte mi preparo una ricca colazione, che mi godo sul divano col giornale. A volte vado al cinema, altre leggo, altre ancora mi dedico alla casa o ad una gita fuori porta. Ma qualunque cosa faccia, è bello sentire che la faccio in armonia coi miei desideri, concedendomi tutta la lentezza o la voracità dei ritmi che la domenica ha affidato a me solo.
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