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Il Kempo come autodisciplina |
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di Cosimo Mitaritonno
Ciò che mi piace delle Arti Marziali è l'inesauribile forza generatrice
di energie fisiche e mentali dell'allenamento: il mio stile di Kempo, in
particolare, è nato anche per questo.
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Combattimento a mani nude, inchiostro e colore su carta di riso
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Molte delle attività che oggi intraprendo con disinvoltura mi sembravano, fino a non molto tempo fa, troppo grandi per le mie possibilità. Ma la volontà innata di spingermi oltre il percepito, tramite la pratica costante del Kempo, mi ha reso consapevole delle mie reali potenzialità e di essere capace di conseguire qualsiasi obiettivo. La pratica mi ha reso anche più attivo in modo consapevole e responsabile, determinato a conseguire gli obiettivi; mi ha insegnato a mangiare e respirare correttamente, apprezzare il necessario e godere del superfluo senza attaccamento, amare la vita, sgretolare ogni limite e comprendere che non occorre alcuna soluzione perché il problema, in realtà, non esiste.
Non ultimo, l'aspetto salutistico: in una persona così coinvolta dal flusso della propria esistenza le patologie trovano quasi sempre le porte chiuse.
Non sono affatto un essere 'superiore': tutto ciò che faccio è praticare la mia Arte Marziale in ogni istante della mia vita.
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