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Il disagio addominale e le tecniche di autoterapia: la respirazione addominale |
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La respirazione addominale
Kapalbhati pranayama è una respirazione yogica, caratterizza dal fatto
che si espira in modo rapido e forzato –contraendo la muscolatura
addominale- e si inspira in modo naturale. Essa può migliorare la
digestione, rafforzare la muscolatura addominale e calmare la mente.
Nell'ambito del programma di Educazione alla salute del Centro
Energia per la Vita puoi apprendere - attraverso sessioni
individuali - a praticare le tecniche qui sotto illustrate. Telefona
al
339 8935325 o scrivi a
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La distensione addominale abituale trae grande vantaggio dalla pratica di questo tipo di respirazione.
La pratica, passo per passo Siedi in modo comodo – sul pavimento a gambe incrociate o su uno sgabello- tenendo la schiena bene eretta e le mani posate sulle cosce.
Inspira profondamente attraverso le narici, lasciando che l’addome si espanda, espira rapidamente contraendo con forza i muscoli addominali. L’aria è spinta fuori dai polmoni, contraendo il diaframma. Dopo aver espirato, lasciare che l’inspirazione avvenga naturalmente, per suo conto, senza compiere alcuno sforzo.
Una respirazione completa è composta da una espirazione rapida e da una inspirazione naturale. Incominciare con il compiere 15 respirazioni complete e alla fine inspirare ed espirare profondamente. 15 respiri completi costituiscono un ciclo. Iniziare la pratica di Kapalbhati eseguendo tre cicli di 15 respirazioni.
I vantaggi che derivano dalla pratica di Kapalbhati sono qui elencati:
- Un accresciuto apporto di ossigeno a tutte le cellule.
- Rafforzamento della muscolatura addominale e diaframmatica
- Rivitalizzazione dell’attività mentale a partire da uno stato di calma e di pace
Osservazioni importanti per una pratica corretta
- La parete addominale è rilassata durante l'inspirazione e contratta mentre si espira.
- Il dorso e le spalle rimangono immpobili durante l’esercizio.
- Questa tecnica respiratoria va praticata a stomaco vuoto.
- L'esercizio non va praticato o interrotto se, per una qualunque ragione, si avverte una sensazione di malessere o se intervengono capogiri.
Precauzioni: non praticare questo tipo di respirazione se:
- si è ipertesi (pressione arteriosa elevata) o cardiopatici
- si è portatori di ernie (inguinale, addominale)
- è in corso una crisi asmatica
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